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Blat, il cane che individua la presenza di noduli maligni nei polmoni

Dopo uno studio approfondito è stato dimostrato che Blat, cane di quattro anni, è in grado di individuare non solo la presenza del tumore al polmone ma soprattutto la presenza di noduli maligni.

Salute
Pubblicato il 25 settembre 2018, alle ore 10:17

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Blat, il cane che individua la presenza di noduli maligni nei polmoni

È proprio vero, gli animali hanno una marcia in più e questa è la storia di Blat, un incrocio tra un labrador e un pitbull di quattro anni che sembra quasi avere i super poteri.

Blat infatti è in grado di fiutare la presenza di tumori maligni solamente odorando i campioni di esalazioni dei pazienti. Il cane è diventato così il protagonista di uno studio medico condotto da Angela Guirao che è stato presentato ieri a Toronto dove è andata in scena la conferenza mondiale sul tumore al polmone

La storia e il fiuto di Blat

In passato questa teoria era già stata verificata ma ora gli studi hanno fatto un passo in più. Blat infatti non solo fiuta la presenza di tumori, ma è anche in grado di percepire la presenza di noduli maligni annusando queste fialette di gas esalati dal respiro dei pazienti, in quanto quest’ultimi sono frutto direttamente dell’organo malato. 

Durante la conferenza mondiale Blat ha riconosciuto ben 27 pazienti con un tumore al polmone, di cui tre con presenza di noduli maligni. Questa metodologia è molto importante in quanto il cane riesce a individuare il tumore in fase precoce, diversamente dalle tecnologie a nostra disposizione. 

Su YouTube, presso il canale RT en Español è presente un video che dimostra come il cane riesce a fiutare il tumore. Dopo aver annusato un paio di volte le fialette si siede a fianco di esse per far capire all’umano quali sono quelle maligne, aspettando che in cambio gli venga dato un biscotto come ricompensa. Angela Guirao ha inoltre dichiarato che tutti i cani, se addestrati, potrebbero essere d’aiuto per questa cosa e per altri studi medici importanti.

Il passo successivo ora è quello di identificare il modello di esalazione che i cani indivuano, in modo tale da poter sviluppare altri modelli di screening per mettere in atto la diagnosi precoce.

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Cosa ne pensa l’autore
Dèsirèe Dalla Fontana

Dèsirèe Dalla Fontana - Questo studio è sicuramente importante per la medicina. L'utilizzo degli animali per queste ricerche è utilissimo soprattutto in quanto non vengono utilizzati metodi che hanno ripercussioni sui nostri amici a quattro zampe. Speriamo che gli studi continuino e che portino ad avere sempre risultati migliori per poter essere d'aiuto a chi ha queste tipologie di problemi.

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