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Autismo: nuove tecnologie per affrontarlo

Una nuova tecnologia per aiutare i bambini con disturbi dello spettro autistico. Il neurobiofeedback è già stato utilizzato dalla Nasa quarant'anni fa per migliorare le prestazioni degli astronauti.

Salute
Pubblicato il 30 aprile 2018, alle ore 12:10

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Autismo: nuove tecnologie per affrontarlo

Nei giorni scorsi si è tenuto a Salerno presso l’hotel Mediterranea, il Convegno “Autismo e autismi” durante il quale l’esperto di neuropsicofisiologia, Salvatore Iannuzzi, ha presentato il dispositivo “neurobiofeedback”, chiamato anche “macchina della verità”.

Il “neurobiofeedback – ha spiegato Iannuzzi, come si legge in “napoli.repubblica.it” – funziona a prescindere dall’età e dal disturbo dello spettro autistico ma il target prioritario sono i bambini che soffrono di sindrome autistica in età scolastica“. Si tratta di attrezzature sofisticate – ha detto Iannuzzi – offerte agli astronauti della Nasa, ancora negli anni ottanta. Oggi, potenziate nei microprocessori dei pc, fanno parte, con successo, della pratica clinica.

Iannuzzi ha affermato di utilizzare da una decina d’anni il neurobiofeedback con atleti sani al fine di migliorare le loro prestazioni sportive. Ultimamente sono stati avviati programmi neurotraning per aiutare pazienti con disturbi d’ansia, disturbo di deficit dell’attenzione e di iperattività, disturbi dello spettro autistico. Proprio in questi ultimi casi è stato osservato un miglioramento delle capacità di attenzione a vantaggio dell’apprendimento.

Secondo Iannuzzi, il passo in avanti “può essere correlato ad una riduzione di un “eccesso” di ritmi delta, verosimilmente colpevole delle difficoltà di attenzione e della tendenza all’isolamento di questi bimbi che rappresentano la causa di molti dei sintomi tipicamente associati alla malattia, che li costringe a combattere continuamente i “rumori di fondo” che invadono la loro mente. La macchina è in grado di creare equilibrio tra i ritmi cerebrali.

Il compito della macchina dunque è quello di allenare il cervello all’equilibrio di questi ritmi, alcuni dei quali vengono irrobustiti altri indeboliti. L’allenamento nei bambini avviene attraverso un gioco, così in maniera naturale imparano ad autoregolare la loro mente. 

Il trattamento con il neurobiofeedback, terapia non è invasiva e naturale, ancora non è molto diffuso in Italia, ma se verrà confermata dagli studi tuttora in corso, presto verrà considerata come merita e utilizzata per migliorare la vita di molti bambini.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Ancora un passo avanti per far trovare uno spiraglio di luce, una porta aperta a tanti bambini che soffrono di autismo. Speriamo che il neurobiofeedback possa avere successo e che molti possano usufruirne. Studi di questo tipo, secondo me, vanno sostenuti in tutti i modi e la peggior cosa è dire in partenza: "Non funziona".

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