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Assumere statine aiuta a migliorare la qualità del microbiota

Secondo un recente studio, pubblicato sulla rivista "Nature" e condotto su un campione di 900 persone, l'assunzione di statine può migliorare la qualità del microbiota.

Salute
Pubblicato il 13 maggio 2020, alle ore 22:55

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Assumere statine aiuta a migliorare la qualità del microbiota

Dai risultati di un recente studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Nature“, l’assunzione di statine, oltre a contribuire all’abbassamento del livello di colesterolo nel sangue, può anche favorire un miglioramento della qualità del microbiota. Il microbiota, o flora batterica, è l’insieme dei microrganismi che abitano l’apparato digerente umano. Si tratta perlopiù di batteri, funghi e virus. Il loro numero è pari a dieci volte quello delle nostre cellule, che sono circa 10 mila miliardi.

Questi microrganismi svolgono diverse funzioni, il cui impatto ha ripercussioni importanti sull’immunità, la neurobiologia e il metabolismo dell’uomo. Per esempio, il microbiota favorisce la fermentazione delle fibre alimentari non digeribili e del muco autoprodotto dall’intestino, promuove la digestione di sostanze nutritive come i carboidrati complessi e le proteine, sintetizza le vitamine del gruppo K, essenziali per la coagulazione del sangue, stimola il sistema immunitario.

Nell’ambito di questo studio scientifico, i ricercatori, guidati da Jeroen Raes e Karine Clément, hanno preso in esame ben 900 persone, provenienti da Francia, Germania e Danimarca. Il gruppo di ricerca ha esaminato la presenza nel microbiota intestinale di un gruppo di batteri associati a un aumento degli stati infiammatori. Il batterio in questione è l’enterotipo “disbiotico” chiamato Bacteroides 2 o Bact2.

Questi batteri sono stati riscontrati nel 4% delle persone magre o normopeso e nel 18% delle persone obese che non facevano uso di statine. Per quanto riguarda invece i partecipanti obesi sottoposti all’assunzione di statine, la presenza dell’enterotipo Bact2 è risultata notevolmente inferiore e pari al 6%.

Per gli scienziati i risultati di questa analisi suggeriscono che le statine potrebbero avere la capacità di modulare il microbiota intestinale e collegare l’infiammazione all’obesità. Sebbene attualmente nessuna linea guida raccomanda l’uso delle statine nei soggetti obesi, questo studio fornisce tuttavia una nuova visione delle complesse relazioni tra obesità, stato metabolico, microbi intestinali.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Personalmente ritengo che i risultati a cui i ricercatori sono giunti con questo studio siano davvero molto interessanti, pertanto vale la pena approfondire questa tematica. Una volta approfondita questa relazione tra assunzione di statine e miglioramento del microbiota, questi farmaci potranno magari essere utilizzati nei pazienti con un indice di massa corporea più elevato.

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