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Anisakis: cos’è e quali sintomi può provocare

Dentro agli alimenti possono trovarsi numerosi parassiti come, in questo caso, il verme Anisakis che può entrare nel corpo attraverso l'ingestione di pesce contaminato.

Salute
Pubblicato il 24 giugno 2019, alle ore 12:05

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Anisakis: cos’è e quali sintomi può provocare

L’anisakiasi, detta anche anisakidosi, è un’infezione causata dall’ingestione da larve del verme parassita chiamato Anisakis. Quest’ultimo può trovarsi all’interno di prodotti ittici crudi o semicotti. Il parassita è visibile ad occhio nudo, infatti misura da 1 a 3 cm, ha un colore bianco-rosato ed è solito vederlo arrotolato su se stesso. E’ possibile riscontrare la contaminazione dopo alcune ore dalla morte dell’animale perchè, dopo la morte, le larve si spostano dall’intestino ai muscoli e quindi sono visibili durante la fase d’eviscerazione.

L’infezione colpisce il tratto gastrointestinale dell’uomo, i sintomi dunque sono nausea, vomito, febbre, dolori addominali che possono sfociare, nei casi più gravi, in lesioni allo stomaco e all’intestino tenue. In caso di allergie si può arrivare allo shock anafilattico.

Le specie ittiche più a rischio sono aringhe, merluzzi, sgombri, sardine, pesce spada o alici. Per eliminare la contaminazione bisogna portare il prodotto a cottura completa, per questo i piatti tipici della cucina giapponese sono a rischio (sushi, sashimi).

Il verme, attraverso il pesce, entra nella bocca dell’uomo che lo consuma: infatti, alcune persone avvertono una sensazione di prurito alla gola, si tratta del verme che si muove. In caso di contaminazione non è consigliato aspettare la morte naturale del parassita, si dovrà quindi eseguire un’operazione chirurgica o procedere attraverso un endoscopio.

Si può optare per una conservazione sotto sale se la concentrazione è abbastanza elevata e il processo di salatura persiste per almeno sei settimane. Un altro modo per abbattere le larve è una surgelazione di 4 giorni ad almeno -18°C. L’affumicatura a freddo non consente l’uccisione del parassita. Il verme parassita è, comunque, pericoloso per chi lo ingerisce, in caso di allergia può portare alla morte. Se non si è sicuri di aver ucciso tutte le larve, è preferibile non utilizzare il prodotto crudo ma cuocerlo perfettamente.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Venditti

Chiara Venditti - Bisogna prestare attenzione a ciò che mangiamo. Nessuno di noi sarebbe contento se un verme parassita gli strisciasse in bocca e colonizzasse l'organismo. La migliore prevenzione è l'eliminazione del prodotto contaminato. Fortunatamente questo parassita è visibile ad occhio nudo ma ce ne sono molti altri microscopici che non è possibile vedere senza apposite attrezzature.

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