Iscriviti

Alzheimer: lavarsi i denti può tardarne la comparsa

Ricercatori norvegesi dell'Università di Bergen hanno confermato che c'è una connessione tra le malattie gengivali e lo sviluppo del morbo di Alzheimer.

Salute
Pubblicato il 20 giugno 2019, alle ore 10:37

Mi piace
20
0
Alzheimer: lavarsi i denti può tardarne la comparsa

Lavarsi i denti è importante non solo per il benessere della bocca, ma di tutto il corpo. I problemi dentali possono causare numerose malattie come l’ictus, problemi cardiovascolari e ai reni. Un ascesso non curato può portare anche alla morte. E’ quanto è successo ad una ragazza di Palermo nel 2014, che ha rimandato una devitalizzazione per settimane, perché non poteva permettersi di pagare il dentista, fino a quando i batteri hanno raggiunto i polmoni causandole la morte.

Ora sappiamo che una cattiva igiene orale e gengive infiammate possono portare anche a malattie neuronali. Infatti, il ricercatore Piotr Mydel, con la sua equipè dell’Università di Bergen, ha voluto studiare la connessione tra malattie gengivali (gengivite e parodontite) e Alzheimer. Studi precedenti avevano scoperto che i batteri che provocano la gengivite possono diramarsi dalla bocca fino ad arrivare al cervello, dove emettono enzimi nocivi che distruggono le cellule neuronali. La degenerazione neuronale provoca all’inizio delle perdite di memoria e, progredendo, favorisce la comparsa e l’avanzamento del morbo di Alzheimer.

La ricerca di Mydel ha voluto una conferma di queste teorie attraverso lo studio del DNA e del cervello di pazienti affetti dal morbo. Si è scoperto che il Porphyromonas gingivalis, il batterio che causa la parodontite cronica, è presente nel cervello del 96% dei malati di Alzheimer esaminati. Ci sarebbe pertanto una connessione tra le due malattie. Il batterio non provoca da solo la malattia, precisa Mydel, ne favorisce però l’insorgenza in modo sostanziale e ne accelera il decorso.

Conseguenze

La scoperta inquietante ha in realtà risvolti positivi. Il primo è che è stata avviata la ricerca per la produzione di un medicinale che possa diminuire la presenza del batterio nel cervello. Questa cura non farà guarire chi è già ammalato, ma permetterà di rallentare significativamente il decorso della degenerazione neuronale. Il farmaco è ancora in fase di sperimentazione animale, ma sta dando buoni risultati.

Il secondo è che ora sappiamo che possiamo prevenire l’Alzheimer con una corretta igiene orale, usando anche il filo interdentale e il collutorio e, come suggerisce Mydel, facendo regolari controlli dal dentista.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Monica Pozzoli

Monica Pozzoli - Il risultato di questi studi, di cui quello di Bergen è solo quello finale che ha dato la conferma definitiva, è da una parte molto rassicurante perché pone le basi per una cura per l'Alzheimer. D'altra parte pone l'attenzione su come malattie per possiamo considerare banali, come la gengivite, alla lunga possono avere effetti devastanti. Una delle ricerche precedenti aveva verificato che una gengivite ricorrente provoca negli anni delle placche nel cervello che col tempo e lentamente ne diminuiscono le funzioni. Per cui andare dal dentista è di vitale importanza.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!