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Allarme Coronavirus: il pericolo ora è l’Africa. Controlli serrati per i migranti che sbarcano in Italia

I Paesi più arretrati come l'Africa rappresentano un potenziale pericolo per la diffusione del Coronavirus. Intensificati i controlli sui migranti imbarcati.

Salute
Pubblicato il 4 febbraio 2020, alle ore 11:12

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Allarme Coronavirus: il pericolo ora è l’Africa. Controlli serrati per i migranti che sbarcano in Italia

Se finora la Cina e i cinesi sono stati tenuti sottocontrollo per ciò che riguarda la diffusione del Coronavirus, l’allarme si sposta in un continente molto meno attrezzato per difendersi: l’Africa. Quest’ultima con la Cina ha intrapreso un vera e propria “collaborazione” per gli scambi commerciali. L’Africa è decisamente più vicina alle coste italiane rispetto alla Cina, dunque in vista degli sbarchi di migranti che ogni giorno avvengono, anche i controlli saranno intensificati notevolmente.

Le prime verifiche serrate si sono tenute proprio con la nave ONG della Open Arms. A bordo c’erano 343 migranti, proprio in questi giorni ha attraccato e sono in corso dei controlli maggiormente approfonditi.

Il Coronavirus si sposta in Africa? Lanciato l’allarme

Al momento i casi di Coronavirus in Europa sono 23, ma se il virus dovesse davvero trasferirsi in Africa, il numero di vittime potrebbe crescere esponenzialmente. La preoccupazione delle organizzazioni mondiali è che l’epidemia possa arrivare nei Paesi sottosviluppati o che comunque hanno dei sistemi sanitari decisamente più deboli.

Proprio l’Africa in passato è stata mezzo di trasmissione di epidemie come l’ebola che ha provocato ben 11 mila morti. Al momento nel continente africano non sono stati segnalati casi positivi di Coronavirus, ma come già spiegato, per vari motivi è da tenere sotto controllo.

Spiega il direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’ISS, Giovinazzi Rezza, in riferimento all’Africa che: “Si tratta di un continente molto popoloso. Finora segnalazioni di casi sospetti ce ne sono stati in alcuni Paesi. In Costa d’Avorio è risultato negativo un test effettuato poi in Francia. In Sudan, in Guinea equatoriale, Mauritius e Angola hanno messo in quarantena diverse persone provenienti dalla Cina e hanno inviati i campioni per i test in Germania, India e Sudafrica”. Dunque i controlli fanno ben sperare che qualora si verificasse qualche anormalità, i controlli dovrebbero rivelarlo immediatamente.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - A dover essere tenuti sotto controllo non sono solo i Paesi dell'Africa, ma tutte quelle nazioni che in un modo o nell'altro risultano ancora sottosviluppati. L'Africa fa più "notizia" in quanto l'Italia affaccia praticamente sullo stesso mare e basta una piccola disattenzione per provocare quella che tutti temono: la diffusione della patologia.

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