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Milano

AIDS: Milano continua a confermarsi la capitale italiana dei contagi

Con 439 nuovi casi all’anno, Milano non può che confermarsi come la prima città d’Italia per contagio da AIDS. Anche la Lombardia continua ad essere una delle regioni con il maggior numero di sieropositivi.

Salute
Pubblicato il 2 maggio 2017, alle ore 18:26

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AIDS: Milano continua a confermarsi la capitale italiana dei contagi
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A quanto pare, ad oltre trent’anni dai primi casi di quella che è stata immediatamente ribattezzata “la peste del 2000”, l’epidemia di AIDS non accenna ad arrestarsi. Focalizzandosi sulla realtà italiana, è in Lombardia che il virus della sindrome da immunodeficienza acquisita dimostra di aver un’incidenza maggiore rispetto alla media nazionale: non è quindi un caso se nella regione il numero dei sieropositivi sia arrivato a 26mila.  

Come se non bastasse, il 24% delle nuove infezioni da HIV contratte nel 2015 è stata registrata proprio in Lombardia. E la sola Milano con 439 casi l’anno si conferma la capitale italiana dei contagi. Ma non sarebbe questo il solo motivo di preoccupazione. Secondo il COA, il Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità, Milano occupa il terzo posto per numero di infezioni contratte da quei gruppi di persone considerate più vulnerabili come gli stranieri. Al primo posto in assoluto si colloca un’altra città lombarda, Varese.

Per Antonella D’Arminio Monforte, direttrice della Clinica di Malattie Infettive e Tropicali del Dipartimento di Scienza della Salute dell’Azienda Ospedaliera-Polo Universitario San Paolo di Milano, i più a rischio sarebbero “i maschi che fanno sesso con maschi”. È proprio questa la categoria che segnala una forte crescita dei casi di infezione, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi under 20.

Le cause di tutto ciò sarebbero imputabili a quella che di fatto è una pericolosa combinazione di “ignoranza, trascuratezza, scarsa percezione del rischio e, a volte, un senso di sfida”. In questo contesto Milano emerge come centro principale del “Chem Sex”, i festini a base di sesso in cui spopola ogni tipo di droga.

La prevenzione e una maggiore attenzione sono quindi indispensabili per poter circoscrivere il contagio. E di fatto rimangono le soluzioni più efficaci per poter raggiungere il “target 90-90-90”. Tale obiettivo fissato da Unaids, prevede di arrivare a diagnosticare il 90% delle infezioni. Di queste ultime bisognerebbe trattarne almeno 90%, il tutto al fine di poter raggiungere l’abbattimento del 90% della carica virale presente nel soggetto infettato.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - “AIDS, se lo conosci lo eviti” era uno degli slogan più conosciuti degli anni ’80. E probabilmente grazie a quella mirata campagna di sensibilizzazione che a molti ancora oggi è rimasto impresso il significato di quello spot. Altrettanto però non si può dire per chi è nato negli anni successivi. In quel caso sono in troppi a conoscere assai poco la malattia, con un rischio di sottovalutarla che diventa fin troppo preoccupante.

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