Iscriviti

Vasto, tartaruga trovata morta a causa di plastica nello stomaco

A Vasto è stato ritrovato un esemplare di tartaruga caretta caretta spiaggiata. L'esemplare aveva la bocca e lo stomaco ricoperti di plastica. Non si tratta di un caso isolato.

Natura e Animali
Pubblicato il 2 dicembre 2019, alle ore 13:09

Mi piace
7
0
Vasto, tartaruga trovata morta a causa di plastica nello stomaco

La tartaruga caretta caretta è la tartaruga marina più comune nel mar Mediterraneo. L’esemplare si nutre di pesci, molluschi, crostacei o meduse. Negli ultimi anni sono stati trovati molti esemplari morti a causa dell’ingerimento di plastica e l’ultimo episodio è avvenuto a Vasto in provincia di Chieti.

Secondo una ricerca condotta dal progetto europeo TartaLife LIFE+, ogni anno la plastica uccide 10mila esemplari di tartaruga caretta caretta. Un’analisi dell’Enpa ha dimostrato che il 62% degli esemplari nel Mediterrano ha tracce di plastica nel proprio organismo.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha commentato l’accaduto su Facebook: “È stata trovata morta, già in stato di decomposizione, l’ennesima tartaruga caretta-caretta a Vasto, nelle spiagge abruzzesi. Il suo corpo era pieno di plastica: pezzi di buste della spesa, pezzi di cannucce e altre micro e macro plastiche. Questa tartaruga è tra le più comuni del Mediterraneo eppure la sua specie è in pericolo”.

Il 4 aprile 2019 è stato approvato il decreto di legge Salvamare presentato dallo stesso Sergio Costa. Attraverso questo decreto, i pescatori potranno portare a terra la plastica finita accidentalmente nelle proprie reti. Fino ad ora erano costretti a ributtare i rifiuti in mare altrimenti avrebbero compiuto un trasporto illecito di rifiuti e sarebbero stati costretti a pagarne lo smaltimento.

Costa, in quel caso, dichiarò: “È una grande vittoria per il nostro mare, finalmente iniziamo a ripulire il mare dalla plastica e lo facciamo con degli alleati eccezionali, i pescatori, che conoscono il problema meglio di tutti”. Per premiare i pescatori, nei porti saranno introdotti dei meccanismi premiali e riceveranno un certificato ambientale.

Il mar Mediterraneo è un mare semichiuso, ciò significa che il problema dei rifiuti è molto evidente: vi sono almeno 250 miliardi di frammenti di plastica. Olte alle tartarughe, anche pesci, uccelli e mammiferi rimangono vittime dei rifiuti che si riversano nel mare.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Chiara Venditti

Chiara Venditti - Stiamo distruggendo il nostro pianeta e uccidendo gli animali senza rendercene conto. Le mobilitazioni che sono state effettuate sono misere e non sono in grado di risollevarci da tutto ciò che abbiamo causato. Mari inquinati, foreste incendiate, disboscamenti e smog ci hanno portato alla rovina. I governi hanno pensato al guadagno ed ora che il pianeta non riesce più a sorreggere i nostri vizi cerchiamo invano di risollevare la situazione. Purtroppo ci sono ancora persone che non comprendono la gravità dei nostri sbagli e continuano ad uccidere il pianeta che si sta ribellando. Anche una sola busta di plastica lanciata dal finestrino della macchina reca un danno immenso al territorio. Non bastano gli accorgimenti di pochi, serve l'aiuto di tutti. Forse è troppo tardi per riparare il 100% dei nostri errori ma non è mai tardi per smettere di peggiorarli.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!