L’orso marsicano, il simbolo dell’intero Abruzzo, è stato protagonista anche nelle cronache recenti di molte incursioni nei paesi di montagna e di collina che stanno sotto le alture in cui vivono questi meravigliosi animali. Molte persone sono rimaste stupite del fatto che questo animale, nelle sue passeggiate, non ha mai attaccato nessuno né abbia tentato di farlo.
Uno studio commissionato dal Pnalm e dal Dipartimento di biologia e biotecnologie “Charles Darwin” dell’università di Roma “La Sapienza” è stato sviluppato tra l’Università di Ferrara e l”Australia per studiare le caratterstiche genetiche di questo orso e il corso di questa lunga ricerca ha portato alla scoperta di diverse caratteristiche interessanti, prima fra tutte quella che mette in mostra la scarsa aggressività dell’orso marsicano.
No, non provate a porvi davanti a un orso marsicano e a “provocarlo”: è pur sempre molto pericoloso, ma le mutazioni genetiche che ha subito il corredo del DNA nel corso delle generazioni, sorte probabilmente a causa delle scarse unità di questo animale presenti sul nostro Appennino, hanno portato a meno sfide tra plantigradi per il controllo del territorio e, di conseguenza, a renderlo meno aggressivo con il passare dei decenni.
Infatti si è anche scoperto, incrociando il DNA dell’orso marsicano con quello di altri orsi, che questa specie aveva rischiato la scomparsa tra 3.000 e 4.000 anni fa a causa di una forte deforestazione. L’orso della Marsica ha saputo resistere e si è adattato anche a vivere anche in terre più spoglie, per poi ritrovare delle nuove foreste comparse nel corso dei secoli e tornare ad abitarle.
Ecco quindi il perché l’orso marsicano è meno aggressivo: proprio per la sua tendenza a vivere anche in spazi aperti nel corso del suo passato. E tutto questo ha permesso a questo animale di sapersi adattare, sopravvivere anche quando l’uomo lo ha cacciato e riuscire a ripopolare le sue montagne d’Abruzzo che da sempre hanno costituito il suo habitat naturale.