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Trento, bloccata asta con protagonista un cucciolo di cane

Un'asta giudiziaria che aveva come protagonista un cane è stata bloccata all'Ivg di Trento. Vittoria della Lav (Lega Anti Vivisezione), che ha impedito di vendere il cucciolo come se fosse un qualsiasi oggetto.

Natura e Animali
Pubblicato il 23 ottobre 2020, alle ore 10:58

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Trento, bloccata asta con protagonista un cucciolo di cane

Durante l’ultima sessione di aste giudiziarie svolta presso l’Ivg (Istituto Vendite Giudiziarie) di Trento, tra i tanti oggetti e beni presi sotto sequestro e messi successivamente in vendita, c’era pure un cucciolo di cane. La vendita di questo piccolo quattrozampe era stata giustificata con la motivazione di “corpo del reato”.

La Lav di Trento, la Lega Anti Vivisezione locale, è venuta a conoscenza di ciò che stava accadendo e per questo motivo ha scritto alla procura del capoluogo trentino per chiedere l’annullamento dell’asta, cercando di evitare quella che si sarebbe presentata come una vendita legalizzata di un animale messo sotto sequestro proprio come frutto, altrimenti, di un guadagno illecito tramite una cessione sotto banco da parte di qualche soggetto criminoso.

La Procura ha risposto molto rapidamente ed ha provveduto alla rimozione dall’asta del cucciolo, che nel frattempo è stato affidato proprio sotto la tutela della Lega Anti Vivisezione, proprio con la motivazione seguente: “evitare il pericolo che il cane possa cadere nelle mani di persone che non hanno a cuore il suo benessere“. I volontari così si prenderanno cura di trovare una famiglia idonea per questo cagnolino.

Il responsabile dell’ufficio operativo della LAV di Trento, Simone Stefani, spiega la contraddizione presente nel nostro sistema giurisdizionale riguardo gli animali da compagnia: “Questa è una vicenda a lieto fine, ma purtroppo nel nostro ordinamento giuridico gli animali sono ancora considerati cose, Sebbene in ambito di diritto civile, proprio grazie a una proposta di legge fortemente voluta dalla nostra e da altre associazioni, gli animali che vivono in famiglia sono impignorabili e pertanto non è possibile metterli all’asta”.

Se il sistema di diritto civile in Italia sta compiendo grandi passi in avanti in questo senso, per l’ambito penale, gli animali sono ancora considerati alla stregua di qualsiasi altro bene mobile od immobile, è necessario anche in questo campo un salto di qualità del diritto per prestare tutte le cure di cui hanno bisogno questi quadrupedi quando vengono posti sotto sequestro dall’autorità giudiziaria.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - È importante, se non fondamentale, che molti passi in avanti vengano compiuti nel diritto penale per distinguere gli animali messi sotto sequestro dagli altri beni materiali. Non è possibile considerare un cane o un gatto come una sedia o un tavolo, la legge deve dare le giuste tutele a questi animali che, in molti casi, vengono già da storie complicate e di dolore, per dare loro le speranze immediate o a breve tempo di un futuro migliore.

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Commenti
Simona Bernini
Simona Bernini

23 ottobre 2020 - 11:39:01

I cani non sono oggetti. Hanno sentimenti, emozioni, paure e ci insegnano tanto. Basta trattarli e considerarli come tali!

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