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Tonno a rischio estinzione: la pesca selvaggia lo sta decimando

Il tonno sta scomparendo dai nostri mari. A lanciare l’allarme è stato uno studio internazionale apparso sulla rivista “Fisheries Research”. Il fenomeno non conosce sosta: negli ultimi 60 anni la sua pesca è aumentata del mille per cento.

Natura e Animali
Pubblicato il 6 marzo 2020, alle ore 14:51

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Tonno a rischio estinzione: la pesca selvaggia lo sta decimando

Anche il popolarissimo tonno è un animale che rischia l’estinzione. A documentarlo è una ricerca internazionale apparsa sulla rivista scientifica Fisheries Research, portata a termine dall’Institute for the Oceans and Fisheries della canadese British Columbia University, in collaborazione con altre associazioni e scuole di scienze biologiche localizzate sia in Francia che in Australia. Decisivo è stato poi il contributo di numerose organizzazioni regionali che si occupano della gestione della pesca.

Alla luce di quanto da loro identificato, la pesca estrema sta riducendo sensibilmente la popolazione di uno dei pesci più preziosi a livello commerciale. Per comprendere quale sia la mole di questo fenomeno, è sufficiente considerare che le due specie più cacciate in assoluto, il tonnetto striato e il tonno a pinna gialla, vengono prelevati da mari e oceani nell’ordine di 4 milioni di tonnellate all’anno.

Questo pesce appartenente alla famiglia degli scombridae, è a tutti gli effetti una parte integrante della dieta di milioni di persone. Ad aggravare la sua sopravvivenza, ci pensa anche l’abitudine a riunirsi durante la stagione riproduttiva. I banchi migratori, essendo soliti tornare negli stessi luoghi negli stessi periodi, li rendono facile preda dei pescatori che hanno modo di installare dei fruttuosissimi impianti di pesca fissa.

Questo genere di attività, di fatto riduce la popolazione dei tonni in quanto preclude agli esemplari più giovani di riprodursi. La specie più a rischio è senza dubbio il tonno rosso, conosciuto come tonno pinna blu. Inserito nella lista rossa di Greenpeace che ne sconsiglia il consumo, è assai apprezzato per la preparazione dei costosissimi sushi.

Di conseguenza è quanto mai necessario introdurre una serie di provvedimenti volti a regolamentarne la pesca. Nel mirino finiscono soprattutto i metodi di cattura più economici, che in maniera accidentale arrivano ad intrappolare nelle reti altri animali tra cui squali, tartarughe e varie specie in pericolo. Continuando con questo trend, il rischio di estinzione del tonno sarebbe quindi dietro l’angolo. A tal fine è sufficiente considerare che negli ultimi 60 anni, la sua pesca ha globalmente conosciuto una preoccupante crescita del mille per cento.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La pesca del tonno è un’attività molto redditizia che coinvolge un gran numero di operatori. I grandi guadagni fino ad oggi conseguiti sono stati possibili in quanto si è agito non avendo a cuore la sostenibilità. Come spesso accade, l’uomo non ha rispetto delle risorse a sua disposizione, in quanto le considera come se fossero illimitate. Fino a quando non si cambierà punto di vista, non faremo altro che distruggere pezzo dopo pezzo l’intero nostro pianeta.

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