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Russia, spezzano le zampe al cucciolo di leone per farlo posare con i turisti

Il crudele episodio è accaduto in Russia, dove il cucciolo di leone Simba, per tutta la sua ancora breve vita, è stato utilizzato come attrazione turistica. Ora il leoncino è stato salvato e curato, ma soffrirà di deformazioni permanenti.

Natura e Animali
Pubblicato il 17 giugno 2020, alle ore 10:17

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Russia, spezzano le zampe al cucciolo di leone per farlo posare con i turisti

La crudeltà umana, specie quando in ballo ci sono i guadagni, non ha limiti. I maltrattammenti sugli animali sono purtroppo all’ordine del giorno in ogni parte del mondo e il cucciolo di leone Simba è, suo malgrado, uno dei tanti protagonisti di tristi storie di animali usati solo per fini di lucro. Il drammatico episodio in questione è accaduto in Russia, nella regione del Daghestan, dove il cucciolo di leone è stato strappato alla madre quando aveva solo poche settimane di vita. È iniziato allora il business delle foto del piccolo accanto ai turisti, evidentemente remunerative per gli aguzzini che lo picchiavano, lo torturavano e lo affamavano.

Intanto il cucciolo cresceva e iniziava a farsi più insofferente e intraprendente, tanto che diventava difficile scattare foto del giovane felino accanto ai turisti, entusiasti di fare un selfie con il re della savana. Il business avrebbe potuto risentirne e si doveva quindi trovare una soluzione che permettesse di continuare a guadagnare sulla pelle del malcapitato leoncino. Ecco quindi che si è arrivati al concepimento della macabra e crudele idea: spezzare le ossa delle zampe posteriori dell’animale per limitarne i movimenti. Il business poteva continuare.

Finchè, quando Simba ha iniziato a stare davvero male, il problema della sua ormai inutile e ingombrante presenza è stato risolto con l’abbandono. Il cucciolo è stato infatti ritrovato legato ad un fienile abbandonato, affamato, mezzo congelato perchè gli veniva versata continuamente acqua gelata addosso, con le zampe posteriori spezzate e i muscoli atrofizzati, gravi lesioni alla colonna vertebrale, piaghe da decubito e occlusioni intestinali. Le condizioni del povero animale apparivano davvero critiche, quasi disperate.

Karen Dallakyan, il veterinario specializzato in animali selvatici che lo ha operato e curato in seguito al ritrovamento, ha dichiarato: “Il leoncino ha sofferto un oceano di dolore per colpa dell’uomo“. Ora Simba sta meglio, ha ricominciato a mangiare, la pelliccia si sta rinfoltendo e il cucciolo inizia a fare i suoi primi malfermi passi in una realtà migliore di quella in cui ha vissuto finora. È ancora presto per un completo ristabilimento ma i medici sono ottimisti, anche se purtroppo il giovane leone soffrirà di deformazioni permanenti.

Persino il Presidente Vladimir Putin è rimasto scioccato e sconvolto da quanto accaduto al giovane leone ed ha avviato le indagini per risalire ai responsabili delle terribili sevizie alle quali l’animale è stato sottoposto. Intanto sono trascorsi alcuni mesi dal ritrovamento di Simba e il cucciolo sta cercando, con tutte le sue forze, di tornare in forma, anche grazie all’aiuto delle persone che si prendono cura di lui all’interno della struttura in cui è ospitato; ma certo porterà con sé il ricordo delle torture subite per il resto della sua vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Marcella Chimenti

Marcella Chimenti - La crudeltà umana non finirà mai di stupirmi e sconvolgermi. Come si può solo concepire un'idea del genere, è fuori dalla mia capacità di comprensione, figuriamoci metterla in atto. Spero davvero che riescano a trovare i responsabili di tutto questo, anche se ormai è passato del tempo e le possibilità di trovare i colpevoli si fanno sempre più labili.

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