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Pupi, il gatto-migrante in quarantena dopo lo sbarco a Lampedusa

Pupi è un gatto sbarcato a Lampedusa lo scorso 1 luglio su un barcone di immigrati. La sua storia è molto particolare, a portarlo è stato un immigrato tunisino e adesso il felino dovrà osservare una quarantena di sei mesi. Ecco come sono andate le cose.

Natura e Animali
Pubblicato il 10 luglio 2020, alle ore 13:30

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Pupi, il gatto-migrante in quarantena dopo lo sbarco a Lampedusa

Le barche di immigrati, che dai posti più poveri e sotto sviluppati del mondo sbarcano in Italia, sono tantissime e l’approdo per eccellenza, come ben sappiamo, è il porto di Lampedusa. Lo scorso 1 luglio, l’ennesima nave è arrivata e a bordo di essa vi era un passeggero speciale, si tratta di Pupi un gattino di colore marrone e con un coraggio da vendere.

Le condizioni di viaggio dei passeggeri sono sempre disumane ed è anche capitato che i barconi (questo il nome dato al mezzo di trasporto), durante la traversata si capovolgessero e finissero in mare, con molti morti, bambini compresi. Insomma è una situazione difficilissima, anche se questa volta si è arricchita di un fatto curioso.

Pupi era sull’imbarcazione perché portato con se da un migrante tunisino e non appena è sbarcato, si è ritrovato a trascorrere i primi giorni al centro accoglienza proprio insieme al suo padrone e poi, come previsto dal protocollo sanitario, è stato affidato alle cure del servizio sanitario comunale. Dopo essere stato visitato da Giuseppe Fiore, medico veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Pupi è stato dichiarato sano, in buona salute e non presenta sintomi di malattie infettive.

Proveniente però da una zona a “rischio epizoologico“, Pupi dovrà osservare una quarantena di sei mesi prevista per la profilassi antirabbica. Il nome Pupi gli è stato dato dal personale veterinario sanitario e, dovendo stare in isolamento e lontano dagli altri animale per sei mesi, una signora di Lampedusa volontaria, si è fatta avanti per adottare il piccolo, che ha sei mesi, e tenerlo con se.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, è intervenuto dicendosi felice del lieto fine della faccenda, aggiungendo: “È una vicenda che forse a qualcuno sembrerà di poco conto, ma serve a comprendere quali e quante procedure ed incombenze, a volte anche le più imprevedibili, gravano sull’amministrazione comunale quando ci troviamo di fronte ad uno sbarco di migranti sull’isola. In ogni caso, anche se è una ‘piccola storia’, sono contento che sia a lieto fine“.

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Cosa ne pensa l’autore
Tonia Sarracino

Tonia Sarracino - Trovo che una storia complicata come lo sbarco di immigrati a Lampedusa lo è sempre, si arricchisca di un particolare così tenero e soprattutto con un lieto fine, come la storia del gatto Pupi, è una notizia bellissima. Sicuramente accoglier egli immigrati è complesso, come asserito dal sindaco, ma questa storia a lieto fine è davvero bella.

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Commenti
Maria Luisa Robertucci
Maria Luisa Robertucci

13 luglio 2020 - 08:11:10

Splendida storia!!!!L’antirabbica e’obbligatoria in quasi tutto il mondo specialmente per gli animali che provengono da paesi a rischio Il povero micio è stato fortunato che ha trovato una persona gentile che gli fa passare la quarantena a casa sua !!Ma questo il suo padrone non lo poteva sapere e non aveva certo tempo di seguire il protocollo per il suo amico gatto È astato bravo a salvarlo portandolo via con se in mezzo ai pericoli e agli imprevisti che potevano andare incontro

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