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Pulcini maschi triturati vivi: lo stop della Francia

Finalmente, uno stato europeo come quello francese ha deciso di fermare la mattanza dei piccoli pulcini maschi: l'annuncio del ministro dell'Agricoltura Didier Guillaume.

Natura e Animali
Pubblicato il 30 gennaio 2020, alle ore 14:51

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Pulcini maschi triturati vivi: lo stop della Francia

Ogni giorno purtroppo le aziende agricole industriali di varie parti del mondo uccidono miliardi di pulcini: spesso trovano la morte prematura in trituratori in cui vengono immessi ancora vivi, oltre al soffocamento in sacchi o tramite gas. La loro unica “colpa” è quella di essere di sesso maschile, ritenuto poco utile per l’allevamento della carne a causa della crescita più lenta rispetto a quello femminile.

Questa oscena ed incivile pratica in Francia potrà finalmente interrompersi entro la fine dell’anno 2021, come dichiarato martedì da Didier Guillaume, ministro dell’Agricoltura: l’impegno promesso a Parigi sarà seguito nelle prossime settimane con la pubblicazione di testi normativi a riguardo.

L’attenzione dunque è ora proiettata verso la ricerca di una soluzione innovativa ed alternativa su larga scala, che permetta concretamente di poter fermare la mattanza dei pulcini, come confermato dal segretario generale del Comité National pour la Promotion de l’Oeuf, Maxime Chaumet, che avrebbe però anche confidato la mancanza al momento di una soluzione pronta. 

Nello stesso scenario anche il Regno Unito in passato si era pronunciato a tal merito: la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, organizzazione dedita alla salvaguardia dei diritti degli animali, non aveva proposte alternative alla morte dei pulcini, ma si era premurata di favorire metodi di eutanasia ritenuti meno angoscianti, eseguiti da personale addestrato e competente.

La Germania invece avrebbe fatto un passo in più verso il sostanziale cambiamento: il governo infatti, tramite una dichiarazione alla CNN, avrebbe comunicato di essere al lavoro per l’attualizzazione della Tecnologia Seleggt, focalizzata sulla possibilità di determinare il sessaggio in ovo e, dunque in fase embrionale, eliminando le uova prima della schiusa.

Una rivoluzionaria innovazione che avrebbe richiesto l’investimento di 5,5 milioni di dollari e che permetterebbe di poter intravedere entro l’anno uno spiraglio di luce in questa terribile situazione, inducendo conseguentemente l’illegalità dell’uccisone di massa dei piccoli gallinacei. Nonostante infatti la Germania nel 2015 sia stata la prima nazione ad aver abbracciato la causa, la pratica è purtroppo ancora permessa, come dichiarato l’anno scorso da un tribunale tedesco, proprio in virtù della mancanza di una valida alternativa.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - Rimango sconcertata nell'apprendere che è solo da qualche anno che alcuni stati europei stanno prendendo seriamente in considerazione delle alternative valide ed attuabili per fermare questa aberrante situazione: mi chiedo quanti altri crimini autorizzati come questo siano presenti nel mondo, di cui ancora non sappiamo abbastanza o per cui non sono state prese delle soluzioni adeguate.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

03 febbraio 2020 - 01:03:29

Quanta barbarie da parte del genere umano...

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