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Prima estinzione del 2020: la scomparsa del pesce spatola cinese

Da anni si perlustra il fiume Azzurro alla ricerca del pesce spatola cinese, ma non è stato più possibile osservarne un esemplare fin dal 2003; si tratta del primo animale dichiarato estinto nel 2020.

Natura e Animali
Pubblicato il 21 gennaio 2020, alle ore 19:46

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Prima estinzione del 2020: la scomparsa del pesce spatola cinese

Sul giornale scientifico Science of The Total Environment è stato pubblicato lo studio dell’Accademia delle scienze ittiche cinese che rende nota la triste notizia del primo animale dichiarato estinto del 2020, si tratta del pesce spatola (o spada) cinese (Psephurus gladius), che viveva unicamente nel fiume Yangtze, detto anche Fiume Azzurro. A giugno si avrà la conferma ufficiale della sua estinzione da parte dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn).

Il pesce spatola cinese poteva arrivare a misurare fino a 7 metri di lunghezza e pesare fino a 300 chilogrammi, era uno dei pesci di acqua dolce più grande del mondo ed un discendente diretto della famiglia dei Poliodontidi, una specie ittica vissuta tra i 35 e i 74 milioni di anni fa, una delle poche specie sopravvissute all’estinzione di massa che causò la scomparsa dei dinosauri. L’unico parente stretto, poiché discendente dalla stessa linea preistorica, è il pesce spatola americano (Polyodon spathula).

A determinare l’estinzione del pesce spatola cinese, dopo una stima di ben 200 milioni di anni di presenza sul nostro pianeta, è stata la pesca non controllata di questo esemplare (se ne pescavano circa 25 tonnellate all’anno), l’intenso traffico fluviale e il fatto che il Yangtze è tra i fiumi più inquinati e sbarrati del mondo, sul suo percorso infatti sono presenti tantissime dighe.

In realtà non si tratta di un’estinzione recente ed improvvisa, in quanto già nel 1993 il pesce spatola cinese era stato dichiarato funzionalmente estinto, cioè non più in grado di riprodursi per garantire la sopravvivenza di nuove generazioni, per questa sua rarità era chiamato anche “il panda gigante del fiume azzurro”. Successivamente, nel 1996 era stato inserito nella lista rossa della Iucn, ad alto pericolo di estinzione. Infine, dopo l’avvistamento nel 2003 dell’ultimo esemplare, tra il 2005 e il 2010 è avvenuta l’estinzione definitiva. Non esiste nemmeno in acquario un altro esemplare e non sono stati conservati dei tessuti viventi di questo animale.

Il fiume Azzurro nasce in Tibet e attraversa la Cina per sfociare nel Mar Cinese Orientale, è il terzo fiume più lungo del mondo ed è ricchissimo di fauna e flora, stiamo parlando di 4300 specie tra piante, crostacei e altri esseri viventi, le specie di pesci sono ben 366 di cui 177 autoctone. Per evitare ulteriori estinzioni nel Fiume Azzurro e la distruzione della sua grandissima biodiversità è stata vietata la pesca per 10 anni, a partire da quest’anno, in 322 zone del fiume e, a partire dall’anno prossimo, questo divieto sarà esteso a tutti i corsi d’acqua derivanti dal fume Azzurro e i suoi grandi laghi.

Oltre al divieto di pesca saranno applicati provvedimenti per la protezione della biodiversità e la salvaguardia delle specie più a rischio, come il lipote, un particolare delfino d’acqua dolce, e lo storione cinese. Inoltre, visto che le popolazioni che vivono lungo il fiume Azzurro hanno come unico mezzo di sostentamento la pesca, si stimano circa 280 mila pescatori distribuiti in 10 province bagnate dal fiume Yangtze, lo Stato provvederà a loro con previdenza sociale, formazione professionale e sostegno finanziario, in modo che possano diventare custodi del fiume e vigilare sul rispetto del divieto di pesca.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - È sempre triste capire che abbiamo perso per sempre un'altra specie vivente che caratterizzava il nostro pianeta. Guardando le immagini del Fiume Azzurro possiamo ben capire l'inquinamento e lo sfruttamento delle sue acque e il perché molti suoi abitanti stanno scomparendo definitivamente. Per fortuna la Cina ha aperto gli occhi e capito che devono mettere in pausa alcune delle attività su quel fiume per permettere alla sua biodiversità di tornare a rifiorire.

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