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Presto sarà possibile comunicare con i nostri gatti e cani

Un'università dell'Arizona ha calcolato un algoritmo con il quale presto sarà possibile creare dispositivi che permetteranno di "parlare" e comunicare con i gatti ed i cani di casa.

Natura e Animali
Pubblicato il 26 gennaio 2018, alle ore 18:39

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Presto sarà possibile comunicare con i nostri gatti e cani

La notizia è molto curiosa tanto quanto sorprendente: un insegnante di biologia della Northern Arizona University sta mettendo a punto, in fase molto avanzata di realizzazione, un algoritmo con il quale presto, applicandolo a dei dispositivi informatici, sarà possibile comunicare in qualche modo con i nostri cani ed i nostri gatti.

L’algoritmo studiato in Arizona sta concretizzando la traduzione della mimica, dei comportamenti e delle voci dei nostri amici animali in modo da renderle comprensibili all’uomo, la complessità di questo processo informatico sta proprio nel cercare di tradurre in linguaggio umano le miriadi di comportamenti che i gatti ed i cani mettono in atto quando sono in presenza dei loro cari amici umani.

Il professor Slobodchikoff, autore di questa incredibile funzione informatica, ha per anni studiato il comportamento ed i segnali vocali dei cani della prateria, dei roditori presenti nelle grandi pianure erbose degli Stati Uniti, i quali lanciano segnali molto precisi e diversificati, fra l’altro ululando in modo diverso dal tipo di possibile predatore, differenziando un grosso felino da un essere umano.

La differenziazione dei segnali, che distingue anche i colori, ha permesso al professor Slobodchikoff di iscrivere, assieme ad un esperto ingegnere informatico, in grado di tradurre i segnali diversi che i gatti ed i cani di casa lanciano quando entrano in contatto degli esseri umani. L’algoritmo prende in esame le varie tonalità dell’abbaiare o dei miagolii, i movimenti degli occhi, dei baffi e della coda e le accelerazioni ed i rallentamenti del battio cardiaco, per comprendere in maniera assoluta cosa dicano a noi gli amici animali.

Così, testando il processo informatico in apparecchi in grado di distinguere tutti i movimenti, molto presto potremo riconoscere cosa voglia dire il gatto quando muove i baffi pronunciando le labbra, oppure ciò che ci dice un cane attraverso un determinato movimento della coda. Gli amanti degli animali di casa attenderanno con impazienza questo momento, perlomeno saranno in grado di comprendere le richieste dei loro amici di una vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - La complessità dei processi informatici di un elaborato algoritmo sta sfidando la comunicazione dei nostri amici animali: è una sfida molto intrigante e ricca di spunti, la quale potrebbe presto permettere di realizzare app e dispositivi in grado di tradurre cosa voglia dirci il cane o il gatto di casa. Fantascienza? Anni fa pareva fantascienza lo smartphone e l'auto a guida autonoma, ora i primi sono dappertutto, le secondo stanno divenendo realtà: ognuno tragga da questo le proprie conclusioni.

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