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No della Giunta Veneta agli animali come premio nelle fiere

La proposta di dire no agli animali come premio durante le fiere arriva da EuropaVerde e viene approvata come ordine del giorno. Si tratta di un passo importante verso la tutela di esseri senzienti utilizzati come fossero oggetti.

Natura e Animali
Pubblicato il 26 maggio 2022, alle ore 13:00

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No della Giunta Veneta agli animali come premio nelle fiere

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Stiamo parlando di creature come cavie, conigli e uccelli rinchiusi in piccole gabbie e di pesciolini stipati in sacchetti di plastica, ma anche di asini, maiali e pony, che diventano oggetto di premio durante le fiere paesane.

Se anni fa non vi era sufficiente consapevolezza in merito alla sofferenza degli animali, finalmente oggi le persone acquisiscono nozioni e informazioni che aprono loro gli occhi in merito a queste atrocità.

Una vita come premio nelle fiere paesane

Ricompensare la vittoria di un gioco con degli animali vivi come se fossero oggetti inanimati è già considerata una prassi errata dalla legge italiana con sentenza del Consiglio di Stato n. 6317-04.

Gli animali domestici e non, meritano maggiore tutela e non possono essere usati come premi: è ciò che afferma il legislatore con la sopra menzionata legge nazionale, sebbene tante, troppe Regioni ancora oggi non la rispettino con regolare ratifica. La prima di queste Regioni è il Veneto che, tuttavia, grazie a una proposta della consigliare di Europa Verde, Cristina Guarda, ha finalmente approvato un ordine del giorno che si prefigge di introdurre maggiori tutele per il benessere degli animali usati come regali.

La consigliera Cristina Guarda di Europa Verde

La consigliera della Regione Veneto afferma che la sua sensibilizzazione è stata accentuata grazie al suo cavallo che sarebbe stato destinato al macello e che invece le ha consentito di tenere conto di altri animali come maiali, asini, pulcini, ecc… i quali, ogni anno, diventano oggetto di premio durante le manifestazioni paesane.

Spesso i vincitori non possono tenere i loro “premi” e li mandano incontro a maltrattamento o morte certa presso i macellai. È così che la consigliera ha deciso di scrivere all’associazione HorseAngels Odv per fermare questa abitudine ancora presente anche in Veneto.

Chi sono le Regioni che hanno vietato gli animali da premio e perché seguire il loro esempio

Le Regioni che hanno già detto no a questa usanza sono Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte e pertanto il Veneto potrebbe essere la prossima a fare questo passo di forte civilizzazione in attesa del provvedimento della Giunta.

Come già accennato, la sentenza del Consiglio di Stato n. 6317-04 ha da tempo vietato l’uso di tutti gli animali vivi in qualità di premio-vincita-omaggio durante i concorsi di ogni tipo.

La proposta è stata applaudita dall’associazione Horse Angels che, attraverso le campagne promosse dalla presidentessa Roberta Ravello, si è arduamente impegnata per cambiare sia abitudini sia mentalità affatto rispettose del benessere degli animali, che putroppo sono ancora oggi in uso in troppe regioni italiane.

La legge esistente deve essere ratificata dalle singole Regioni che hanno giurisdizione su questo tipo di normative.

L’augurio è che ciò che stanno facendo le Regioni sopra menzionate e che hanno ratificato la legge nazionale, sia tale da dare il via a delle decisioni virtuose in grado creare proseliti nel resto del Paese.

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Cosa ne pensa l’autore
Silvana Loddo

Silvana Loddo - Ci vorrà ancora molto tempo, tuttavia, anche grazie alle maggiori possibilità che le persone hanno di accedere alle informazioni, piano piano stanno prendendo consapevolezza del fatto che gli animali provano paura e dolore. Non possiamo ignorare situazioni come le fiere paesane in cui perpetrare sofferenza agli animali è del tutto inutile, sterile e sensato e pertanto, occorre intervenire con tutti i mezzi in nostro possesso.

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