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Mongolia, le ultime sopravvissute delle custodi delle aquile

In Mongolia si continua a tramandare una tradizione millenaria legata alle custodi delle aquile, immortalate da un fotografo affascinato da questa arte e cultura.

Natura e Animali
Pubblicato il 25 agosto 2020, alle ore 18:17

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Mongolia, le ultime sopravvissute delle custodi delle aquile

Ci sono dei popoli nel mondo che riescono a mantenere una tradizione millenaria e la tramandano ai nipoti con il passare del tempo. Una di queste tradizioni millenarie ha origine e luogo nella Mongolia occidentale, dove nelle terre maggiormente selvagge e aspre, alcuni nomadi kazaki portano avanti una cultura e tradizione che affonda le sue radici in un passato ricco di storia e significato.

Sono le custodi delle aquile, ovvero cacciatori che, grazie all’aiuto di questi volatili, riescono a catturare volpi, lupi e anche lepri. La caccia, nelle aree della Mongolia, non è da abolire, ma parte del sostentamento delle famiglie. Sono rimasti pochissimi esemplari di custodi delle aquile e la maggior parte sono tutti uomini, anche se ci sono delle donne che praticano questa tradizione millenaria.

Leo Thomas è un fotografo affascinato dalla cultura e dalla tradizione millenaria delle custodi delle aquile e ha deciso di giungere in Mongolia per conoscerle da vicino. Proprio qui, ha incontrato Zamambol, una delle ultime sopravvissute che continuano questa tradizione. Le persone che vivono queste terre non hanno bisogno di grandi cose per vivere. Per loro l’essenziale è la cosa primaria e il sostentamento è dato dalla pastorizia.

Durante la stagione invernale, quando le temperature arrivano a toccare i 40° sotto lo zero, i burkitshi, ovvero i custodi delle aquile, giungono tra le montagne, accompagnati da questi volatili con i quali sperano di riuscire a catturare qualche preda in modo da avere una fonte di sostentamento per la famiglia al rientro.

Le aquile, tutte femmine, sono addestrate dagli stessi cacciatori in base a regole che si tramandano di padre in figlio. Il rapporto che si crea è di affinità e simbiosi proprio come quello tra Zamambol e la sua aquila con la quale si allena nel fine settimana. Nelle foto scattate da Leo Thomas che immortalano la donna insieme all’aquila si nota il grande rapporto di stima e fedeltà e l’amicizia tra questi due esseri.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Un po' di tempo fa avevo visto un documentario sulle custodi delle aquile, rimanendo affascinata da questa tradizione millenaria che perpetrano nel tempo. Una vera e propria cultura anche del rispetto che i nomadi hanno nei confronti dell'aquila, che diventa parte di loro, un'amica fidata con la quale vivono in simbiosi, proprio come Zamambol, la donna immortalata dal fotografo.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

25 agosto 2020 - 20:05:55

Che vicenda suggestiva :)

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Fabrizio Ferrara
Simona Bernini

25 agosto 2020 - 21:32:37

Davvero! Quasi surreale.

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

25 agosto 2020 - 23:19:10

Avevo letto qualcosina di questo paese dai racconti di Ian Manook sul locale commissario Yeruldelgger :)

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