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Mai dare pane bianco a papere e oche: ecco per quale ragione

A molti sembrerà un gesto del tutto innocuo, invece non c’è niente di peggio che nutrire papere e oche con il pane bianco; chi lo fa contribuisce ad aumentare il loro rischio di morte prematura.

Natura e Animali
Pubblicato il 14 settembre 2018, alle ore 19:36

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Mai dare pane bianco a papere e oche: ecco per quale ragione

Per la stragrande maggioranza delle persone, dare dei pezzetti di pane a oche e papere è un gesto spontaneo dettato da un innato spirito altruistico. Si pensa così di fare del bene a tutti gli uccelli che popolano i laghetti dei nostri parchi e giardini, ma in verità non stiamo facendo nulla di tutto ciò, anzi, in verità li stiamo condannando ad una probabile morte precoce. Chi alla lettura di questa premessa sarà rimasto letteralmente allibito, vorrà a questo punto sapere quale recondito motivo renda inopportuno sfamare oche, anatre, cigni e altri animali acquatici con pane bianco, cracker, grissini o pop corn.

La ragione è presto detta ed è imputabile a quella che scientificamente viene denominata ala d’angelo. Con questa espressione si è soliti individuare una particolare malformazione dell’ultima articolazione di una o di entrambe le ali di questi simpatici volatili. La malattia determina una situazione alquanto rischiosa: l’ala colpita si piega in modo innaturale verso esterno, anziché rimanere distesa lungo il corpo. Questa deformazione di per sé non è mortale, ma può diventarlo in qualsiasi momento, perché impedisce all’uccello di volare.

Nella maggior parte dei casi una simile condizione si tramuta in una vera e propria condanna a morte. L’uccello che non è in grado di spiccare il volo non può scappare dai pericoli, dai predatori, né tanto meno può ripararsi dalle intemperie. Allo stesso tempo diventa per lui molto più difficile procurarsi autonomamente del cibo.

A questo punto ci si domanderà quale correlazione esista tra l’assunzione del pane e l’ala d’angelo. In effetti è proprio questo alimento a contribuire l’insorgere della malattia. L’eccessiva assunzione di carboidrati, zuccheri e proteine, compromette la corretta crescita delle loro ossa e cartilagini. Ad aggravare la situazione può anche esserci la carenza di sali minerali e delle vitamine D ed E.

Da qui è importate che questi volatili seguano una dieta corretta. Se proprio si vuole dare loro qualcosa, meglio ripiegare su altri alimenti come i chicchi d’uva senza semi tagliati a metà, il cavolo, la lattuga romana, e su cereali come l’orzo e l’avena. Solo in questo modo oltre a sfamarli, avremo anche scongiurato l’insorgere di una patologia per loro potenzialmente letale.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Tante volte non ci rendiamo conto dei possibili danni che possiamo arrecare alla natura e agli animali. Chi pensa di dare una mano a questi uccelli dando loro del pane, in verità li sta nutrendo con del vero e proprio veleno. Una simile notizia dovrebbe essere pubblicizzata in maniera più diffusa, specie nei parchi o nelle zone turistiche o comunque laddove dare da mangiare a questi animali è diventata ormai un’abitudine.

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