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L’origine del gatto moderno risale al Vicino Oriente

Un articolo che riporta uno studio scientifico molto serio andrebbe a sottolineare il fatto che il gatto selvatico non risalirebbe né dall'antico Egitto né dall'Europa, ma dal Vicino Oriente, culla delle prime civiltà umane.

Natura e Animali
Pubblicato il 17 luglio 2017, alle ore 10:37

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L’origine del gatto moderno risale al Vicino Oriente
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Un articolo scientifico uscito e pubblicato di recente, che riporta i risultati di un approfondito studio di laboratorio di genetica, cambia la storia della possibile origine del gatto domestico e va a sfatare tutte le ipotesi precedenti che riguardano la genesi dei gatti che si trovano nelle case degli esseri umani di tutto il mondo. 
L’articolo presentato sulla sezione scientifica dell’Indipendent richiama uno studio di un laboratorio che collabora con il giornale e racconta che, attraverso gli studi di genetica, si è risaliti al fatto che il gatto era già allevato nel 10.000 A.C. in alcuni villaggi dell’epoca neolitica della Mezzaluna Fertile, che abbracciava i villaggi dell’allora Asia Minore e del Vicino Oriente, negli stati che oggi più o meno corrispondono al Medio Oriente.

Il risultato ha sorpreso gli studiosi, perché si pensava che il gatto domestico fosse stato allevato e curato per la prima volta nell’antico Egitto, visti i milioni di gatti trovati mummificati, veri e propri compagni di vita che servivano a tener lontani i topi e gli altri animali malintenzionati dalle dispense. L’età della loro comparsa si sarebbe aggirata intorno al 3.000 – 2.000 A.C.

In pratica, il gatto domestico per la prima volta è stato allevato per la prima volta ben settemila anni prima degli Egizi, da quelle civiltà neolitiche che successivamente avrebbero dato luogo alle avanzate civiltà dei Sumeri, dei Babilonesi e degli Assiri, tre popolazioni che avevano nozioni matematiche ed astronomiche molto avanzate.

Questi grandi popoli già allevavano il gatto domestico e lo trattavano come uno di casa. Probabilmente, con gli scambi commerciali e con le guerre di confine, le popolazioni della Mezzaluna Fertile sono entrate in contatto con la civiltà egizia, la quale ha dato un posto significativo nella società al gatto, tanto da raffigurarlo tante volte in forma di Dio.

Il gatto, infatti, veniva inserito spesso in papiri, raffigurato su pareti ricche di geroglifici e mummificato come uno di famiglia, come una creatura già fondamentale per la vita degli esseri umani.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Il gatto domestico, a quanto pare, non è stato allevato in Egitto, ma prima ancora dalle civiltà della Mezzaluna Fertile. Il culto smisurato che gli antichi egizi avevano per il gatto, tanto che decine di milioni di felini mummificati sono stati ritrovati dagli archeologi, ci ha probabilmente distratto dal fatto che loro fossero stati i primi ad avere il gatto domestico. Dapprima sono state le popolazioni antecedenti alle civiltà mesopotamiche ad avere il gatto, poi gli Egizi e successivamente i popoli di tutto il mondo. Ciò che non è mutato in 12.000 anni di storia è l'amore dell'uomo verso il gatto.

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