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Le balene del Nord Atlantico sono ufficialmente ad un passo dall’estinzione

La lista rossa dell'International Union for the Conservation of Nature pone questi giganti oceanici, le balene del Nord Atlantico, nella categoria "in pericolo di estinzione".

Natura e Animali
Pubblicato il 18 luglio 2020, alle ore 21:41

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Le balene del Nord Atlantico sono ufficialmente ad un passo dall’estinzione

Con la loro popolazione che sta ancora lottando per riprendersi da oltre tre secoli di caccia alle balene, questo stupendo animale del Nord Atlantico è ora ad un passo dall’estinzione, secondo l’International Union for the Conservation of Nature (IUCN). La settimana scorsa l’IUCN ha spostato lo stato della balena nella sua lista rossa da “in via di estinzione” a “in pericolo critico”, l’ultima tappa prima che la specie sia considerata estinta in natura: rimangono meno di 250 adulti su una popolazione di circa 400 individui.

Gli scienziati credono che solo smuovendo l’attenzione internazionale si possa fare qualcosa. “Come scienziati, abbiamo lavorato per molti anni con l’idea che le balene del Nord Atlantico siano gravemente minacciate“, ha affermato David Wiley, coordinatore della ricerca per il santuario marino nazionale della Stellwagen Bank in Massachusetts. “L’aspetto positivo di questa nuova categorizzazione è che smuova l’ opinione pubblica riportando il problema al vertice della coscienza politica“.

Le cause della potenziale estinzione delle balene

La caccia di queste balene è molto facile, perchè si nutrono del plancton che si trova sulla superficie dell’oceano, inoltre la loro bassa velocità di movimento li rende facili prede per i cacciatori. Secondo la IUCN, dei 30 decessi delle balene del Nord Atlantico registrati tra il 2012 e il 2016, 26 sono stati causati dalle baleniere e dai pescherecci in genere.

Di conseguenza molti scienziati chiedono normative più rigorose nel settore della pesca, un argomento che solleva preoccupazioni nelle comunità di pescatori: nuove normative potrebbero significare che i pescatori debbano sostenere più costi e sono spesso preoccupati che questi cambiamenti riducano anche le loro possibilità di pesca.

Amy Knowlton, scienziata senior del New England Aquarium, dichiara: “Quello che stiamo cercando di dire è che si può ancora pescare ma si deve fare in modo più sicuro per non andare a uccidere o ferire le balene“. Knowlton ha osservato che il crescente problema dell’entanglement potrebbe essere parzialmente dovuto alle corde più forti adottate negli anni ’90, rendendo più difficile la liberazione delle balene. Ora sta incoraggiando i pescatori a usare reti con una forza di rottura più debole.

Anche il cambiamento climatico ha un ruolo importante. Dal 1990, la principale area di alimentazione della balena del Nord Atlantico, il Golfo del Maine, si è riscaldata tre volte più velocemente rispetto al resto degli oceani del mondo. I governi degli Stati Uniti e del Canada applicano limiti stagionali di velocità delle imbarcazioni nelle zone frequentate da queste balene. Ma le balene stanno cambiando i loro soliti ritrovi alla ricerca di acque più fredde, spingendosi così in luoghi dove non ci sono questi limiti di velocità.

Inoltre le acque più calde rendono più difficile la ricerca di cibo, il che potrebbe spiegare il loro tasso di natalità insolitamente basso. I cambiamenti climatici hanno causato anche un boom di aragoste nel nord del New England e nel Canada orientale, che ha portato più pescherecci nell’habitat della balena.

Qualche dato positivo che lascia però l’amaro in bocca

Si possono registrare delle piccole vittorie per queste balene, come la nascita di 10 piccoli in questa stagione. Ma queste vittorie vanno di pari passo con le cattive notizie: a giugno, uno di quei piccoli è stato scoperto morto a causa di un attacco navale al largo del New Jersey. Nel complesso i ricercatori sono profondamente consapevoli che il tempo non è dalla parte delle balene, poiché i decessi superano la velocità dell’azione normativa.

È un processo molto lento e mantenere alta l’attenzione pubblica e mantenere i finanziamenti in corso è difficile quando sai che non vedrai risultati per 20 anni”, ha dichiarato David Wiley. “Stiamo vivendo nel momento in cui le cose o migliorano o continuano a peggiorare“. Il coordinatore della ricerca per il santuario marino nazionale della Stellwagen Bank in Massachusetts ha poi aggiunto: “Il fatto che la nostra attività li stia portando all’estinzione è qualcosa che non è accettabile per noi come esseri umani. Siamo meglio di così“.

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Cosa ne pensa l’autore
Silvana Franchini

Silvana Franchini - Le balene franche nordatlantiche, che si nutrono di zooplancton nelle acque della costa orientale di Stati Uniti e Canada, sono state vittime della caccia per secoli e, nonostante dal 1930 godano di una certa protezione da parte della comunità internazionale, sono ancora una specie in pericolo. I cambiamenti climatici non le stanno certo aiutando. Dobbiamo credere in chi si sta occupando di loro per proteggerle e fornire tutto il nostro appoggio, perché se vogliamo essere attori della nostra vita e non solo spettatori dobbiamo pensare al futuro del nostro pianeta.

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