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La storia di Max, il gatto rapito dai russi e ritrovato in Bielorussia

È di questi giorni l'assurda e al contempo meravigliosa storia del gatto Max, rapito dai russi, portato in Bielorussia e poi scappato per tornare tra le braccia della sua adorata proprietaria in Repubblica Ceca.

Natura e Animali
Pubblicato il 24 maggio 2022, alle ore 11:20

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La storia di Max, il gatto rapito dai russi e ritrovato in Bielorussia

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La storia del bellissimo gattone Maine Coon di nome Max, sembra tratta dai migliori romanzi, oppure destinata a diventare la trama di un film strappa lacrime. Si tratta di un micione rosso, dal pelo lungo e le zampe bianche, che viveva nell’ormai tristemente nota città di Bucha, in Ucraina.

Quando i soldati russi hanno invaso la città, come tantissime altre persone, anche una madre e una figlia scappano lasciando lì Max pensando di andare a riprenderlo prima dell’arrivo effettivo degli uomini: di certo hanno agito facendo male i conti e contando sul fatto di avere tempo per andare a riprendere Max.

Il primo obiettivo della madre, nonché proprietaria del gatto, era di mettere in salvo la vita di sua figlia portandola presso dei parenti e il secondo, di andare a riprendere il felino così da mettere in salvo anche lui. Purtroppo, però, mentre le due donne sono arrivate sane e salve in Repubblica Ceca, Bucha è stata invasa dai soldati e Max nel frattempo è rimasto chiuso dentro casa.

E’ a quel punto che i russi sono entrati nelle case ucraine facendo razzia e derubando tutto ciò che aveva valore, incluso Max, un bel gatto di razza Maine Coon che, si comprendeva, poteva fruttare denaro.

Cosa è successo a Max ?

Cosa è successo al pregiato Maine Coon dopo il suo rapimento? In realtà, sappiamo solo che che le prime notizie di Max si sono avute a 300 km di distanza, in Bielorussia, e che il micio è scappato dal blindato che contenteva la refurtiva proveniente da Bucha.

Per fortuna sembra che una donna facente parte di un’organizzazione animalista locale abbia visto Max e portato in salvo, ma al contempo abbia anche notato il collarino con medaglietta indossato dall’animale, sul quale era scritto il numero della proprietaria.

Dopo il rapimento Max torna dalla sua proprietaria

I volontari hanno dunque contattato la padrona di Max e comunicato che il felino si trovava nella seconda principale città bielorussa, Gomel. Oltre che avere la fortuna di essere dotato di medaglietta, successivamente Max è stato anche tosato, ben ripulito, in quanto ormai irriconoscibile a causa di un olio che ne ha rovinato il pelo, microchippato e dotato dei regolari documenti per poter viaggiare.

Il problema a quel punto era dato dal fatto che la madre umana di Max non viveva più in Ucraina bensì in Repubblica Ceca ed è a questo punto che una speciale catena umana formata dai volontari amanti degli animali ha organizzato la trasferta del gatto.

Max è partito dalla Bielorussia per arrivare prima in Polonia e poi, da lì, in Repubblica Ceca, dove è stato riabbracciato dalla sua legittima proprietaria.

Prima che Max potesse sentirsi nuovamente al sicuro sono trascorsi ben 80 giorni dal giorno del suo rapimento da parte dei soldati russi, i quali avevano ben compreso il valore commerciale del felino che, evidentemente, aveva altri piani.

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Cosa ne pensa l’autore
Silvana Loddo

Silvana Loddo - La storia di Max non è che una delle tante che riguardano gli animali domestici e i loro padroni ucraini dopo l'invasione russa: purtroppo la guerra in atto ha messo a repentaglio tante vite umane e di amici a 4 zampe, alcune storie sono state a lieto fine, come di quella di Max, altre no. Vi racconto la storia di Max come monito a non perdere la speranza e a tenere sempre a mente quanto queste creature innocenti meritino tutta la nostra protezione.

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