La rana congelata dell’Alaska: il miracolo che sfida il decesso invernale

La rana di legno (Rana sylvatica) possiede una capacità unica: può congelarsi completamente durante i mesi più freddi e tornare in vita con l’arrivo della primavera

La rana congelata dell’Alaska: il miracolo che sfida il decesso invernale

Nel cuore dell’inverno artico, quando le temperature scendono ben al di sotto dello zero, la maggior parte delle creature si rifugia o cade in uno stato di letargo per sopravvivere. Tuttavia, la rana di legno dell’Alaska (Lithobates sylvaticus) compie qualcosa di apparentemente impossibile: si congela completamente e torna in vita con l’arrivo della primavera. Non si tratta di un letargo comune. Questo piccolo anfibio si irrigidisce, il cuore smette di battere, il cervello cessa di funzionare e tutte le attività vitali si arrestano. Per chiunque la osservi, sembra morta. Eppure, con il ritorno delle temperature miti, la rana riprende lentamente vita, come se nulla fosse accaduto. Un fenomeno straordinario che ha catturato l’attenzione della comunità scientifica.

Il segreto della crioprotezione naturale

Come riesce questa rana a sopravvivere a condizioni che sarebbero letali per qualsiasi altro vertebrato? Il suo segreto sta in un meccanismo biochimico di auto-protezione che gli scienziati hanno definito crioprotezione naturale. Quando le temperature iniziano a calare, la rana di legno attiva un processo incredibile: il suo fegato rilascia enormi quantità di glucosio nel cruore, trasformandolo in una sorta di antigelo naturale. Questo zucchero penetra nelle cellule, prevenendo la formazione di cristalli di ghiaccio al loro interno e proteggendole dai danni. Nel frattempo, fino al 65% dell’acqua corporea si congela, creando una sorta di guscio di ghiaccio che avvolge l’anfibio. Gli organi interni cessano di funzionare, e la rana entra in uno stato di sospensione vitale.

Una vita tra il ghiaccio: le condizioni di congelamento

La rana di legno può rimanere in questo stato per sette o otto mesi, sopportando temperature che possono scendere fino a -18°C. In questo periodo,nessun altro vertebrato conosciuto è in grado di sopravvivere a una sospensione vitale così estrema e prolungata.

Il miracolo del risveglio primaverile

Con il progressivo aumento delle temperature, inizia il processo di scongelamento. La rana, che fino a pochi giorni prima sembrava un blocco di ghiaccio, ricomincia lentamente a respirare, il cuore riprende a battere e gli organi tornano a funzionare. In poche ore, la rana di legno torna alla vita attiva, pronta a riprodursi e a continuare il suo ciclo biologico come se nulla fosse successo. Questo straordinario fenomeno la rende una delle creature più resilienti e affascinanti della natura.

Un tesoro per la scienza e la medicina

Gli scienziati sono particolarmente interessati a studiare questa capacità unica, poiché potrebbe avere applicazioni rivoluzionarie in diversi campi:

  1.  Medicina e trapianti di organi → Capire come la rana protegge le sue cellule dal congelamento potrebbe permettere di conservare organi umani più a lungo, migliorando il successo dei trapianti.
  2. Esplorazione spaziale → Tecniche simili potrebbero essere usate per indurre ibernazione negli astronauti, rendendo possibili lunghi viaggi interstellari.
  3. Crioconservazione umana → La capacità della rana di tornare alla vita dopo mesi di congelamento potrebbe offrire nuove prospettive sulle tecniche di criogenia e animazione sospesa.

Un capolavoro dell’evoluzione

La rana di legno dell’Alaska è un esempio straordinario della capacità della natura di adattarsi a condizioni estreme. Attraverso milioni di anni di evoluzione, questo piccolo anfibio ha sviluppato un sistema di sopravvivenza che sfida i confini della scienza e della biologia. Mentre gli esseri umani cercano soluzioni tecnologiche sempre più avanzate, la natura dimostra ancora una volta di avere già sviluppato strategie incredibili per affrontare le sfide più estreme. Il segreto della vita potrebbe trovarsi proprio nelle creature più piccole e sorprendenti del nostro pianeta.

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