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La brutalità del turismo faunistico

Sul web stanno aumentando le foto di utenti a stretto contatto con animali selvatici in pose innaturali. Questo stupore suscitato dalle foto non può competere con ciò che gli animali provano nella loro vita da intrattenitori.

Natura e Animali
Pubblicato il 8 giugno 2019, alle ore 00:02

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La brutalità del turismo faunistico

Migliaia di turisti adottano ogni anno la nuova forma di intrattenimento denominata “turismo faunistico“. Spesso, però, non sono a conoscenza della sorte riservata a questi animali, i quali molto spesso ricevono lo stesso trattamento risevato ad alcuni animali nei circhi e vivono una vita all’insegna della sofferenza, fisica e psicologica.

Una buona parte di questo settore turistico consiste nel farsi fotografare in pose ravvicinate con animali selvatici come elefanti, tigri, orsi, scimmie o immersi in delle vasche con i delfini. Gli animali passano la loro vita chiusi in piccole gabbie o legati a catene di ferro che non gli permettono grandi possibilità di movimento e addestrati con il pungolo (un bastone con una punta di ferro all’estremità).

Molto spesso non ricevono cibo a sufficienza o le cure mediche necessarie, sono malati ed assumono comportamenti autolesionistici. I cuccioli, soprattutto nel caso delle tigri, vengono strappati precocemente alle loro madri, così da permettere ai turisti di fare belle foto in compagnia dei piccoli. Gli animali, inoltre, vengono costretti a riprodursi rapidamente, così da avere sempre a disposizione esemplari cuccioli.

Gli elefanti spesso devono posare seduti su due zampre, quindi devono imparare a stare in posizioni innaturali che rovinano le loro ossa, oppure sono addestrati a trasportare i turisti sul loro dorso. I bradipi amazzonici, invece, sono catturati illegalmente e muoino dopo pochi mesi o poche settimane dalla loro prima esibizone. In Russia riescono ad addestrate anche gli orsi polari, che devono poi esibirsi con una museruola.

Esistono altre opzioni per ammirare gli animali selvatici responsabilmente. Ci sono, infatti, molti zoo che hanno a cura il benessere degli altri esseri viventi, rispettano i loro spazi, i loro istinti, la loro salute, sono seguiti da veterinari competenti e il pubblico può vederli sono in alcune ore così da evitare lo stress dei rumori. Le catene ed i flash delle macchinette fotografiche non fanno parte della vita degli animali.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Venditti

Chiara Venditti - Gli animali sono esseri viventi come l'uomo, dobbiamo pensare alla loro salute prima del nostro divertimento. Non mi spiego com'è possibile non essere intimiditi o preoccupati per un elefante con gli occhi colmi di lacrime. Il turismo faunistico va avanti a causa di chi continua a recarsi nei luoghi che lo praticano solo per vanità e avidità.

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