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Israele, abbandoni di cani dopo il lockdown: per ogni esemplare adottato, 30 tornano nei canili

L'effetto lockdown ha portato ad adottare cani in tutto il mondo, singolare è il triste record registrato in Israele: tornati alla vita normale, per ogni cane adottato, 30 vengono lasciati al canile.

Natura e Animali
Pubblicato il 22 giugno 2020, alle ore 19:44

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Israele, abbandoni di cani dopo il lockdown: per ogni esemplare adottato, 30 tornano nei canili

Durante il lockdown imposto dall’epidemia di Covid-19, molte persone e famiglie si sono sentite sole ed hanno deciso di provare a rendere quei giorni duri, chiusi tra le quattro mura di casa, più allegri con un animale di compagnia da portare a casa: sono aumentate le adozioni in tutto il mondo ed in alcuni Paesi, inclusa l’Italia, in modo particolare.

Ora che la vita in molte nazioni sta lentamente tornando alla normalità si sta verificando l’effetto opposto: molti dei cani appena adottati tornano nel canile, lasciando questi animali tristi e disperati. Molto singolare e triste è ciò che sta accadendo in Israele, uno degli Stati in cui il tenore di vita è molto buono.

Infatti, appena aperte di nuovo le attività lavorative, commerciali e dello svago, ecco che una marea di abbandoni (per fortuna per la grande maggioranza registrati direttamente al canile) ha trovato spazio e riempito le strutture di accoglienza dei trovatelli: si è arrivati ad un rapporto numerico inimmaginabile, per cui per ogni cane adottato ve ne sono 30 abbandonati.

La rinuncia all’affetto dei cani mette in pericolo la psiche e la salute degli stessi esemplari, come spiega la Spca, la Society for Prevention of Crueltyto Animals: “Le gabbie sono piene perché le persone hanno adottato i cani nel pieno della pandemia e ora se ne pentono. Una delle cose più tristi è vedere un cane che viene lasciato qui mentre guarda i loro proprietari andarsene e inizia a piangere. Alcuni possono morire di fame a causa della loro tristezza“.

Scene di straziante disperazione di questi animali lasciati soli sono state registrate in particolare ad Arad, una città nel sud di Israele, in cui diverse centinaia di trovatelli vivono in una discarica di rifiuti indifferenziati, alla ricerca di qualche avanzo di cibo marcio e di acqua, nelle più estreme condizioni di malessere e di disagio, per cui questa situazione diventa l’emblema dell’indifferenza di fronte all’abbandono di cani nello stato israeliano.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Per molte persone la decisione di adottare un cane durante il lockdown ha rappresentato un acquisto di un bene per poi disfarsene una volta "usato" e non più necessario: è questa l'amara riflessione che viene da sé dalla lettura della vicenda degli abbandoni di massa in Israele. Chi ha voluto trovare un diversivo alla noia ed una semplice alternativa a tv, Internet e libri ha preso un cane e se ne è disfatto appena divenuto non più utile.

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