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Il panda gigante non è più una specie a rischio estinzione

Nell’ultimo mezzo secolo il panda è stato per antonomasia simbolo delle specie animali minacciate dal rischio estinzione; oggi, dopo anni di sforzi volti a sostenere la loro esigua popolazione, questo pericolo è stato finalmente scongiurato.

Natura e Animali
Pubblicato il 7 settembre 2016, alle ore 17:04

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Il panda gigante non è più una specie a rischio estinzione
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Quando si parla del WWF, il World Wide Fund, immediatamente lo si associa al suo logo storico, il panda gigante disegnato nel 1961 da Peter Scott, naturalista e disegnatore di origine inglese. La scelta di questo animale non fu casuale, in quanto lo scopo fu proprio quello di rappresentare con un solo animale tutte le specie in pericolo di estinzione. Ora però, almeno per il panda, la situazione non sembra essere più così critica.

Come reso noto dal WWF stesso, durante il World Conservation Congress che dal 1 al 10 settembre ha luogo ad Honolulu, capitale delle Hawaii, è stato annunciato il declassamento del rischio di estinzione del panda che da “minacciato” diventa ora “vulnerabile”.

Il congresso è organizzato dall’IUCN, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, ente che per conto dell’ONU si occupa della gestione della “Red List”, la lista rossa delle specie sotto minaccia di estinzione. Nella stessa risultano attualmente sotto osservazione 82.954 specie di esseri viventi, di cui 23.928 a rischio estinzione.  

Per quanto riguarda il panda gigante, la lista rossa ha registrato un aumento del 17% della loro popolazione nel decennio conclusosi nel 2014, anno in cui il governo cinese rese noti i dati di un censimento dal quale risultava la presenza di 1.864 orsetti di colore bianco e nero all’interno delle foreste nazionali.

Marco Lambertini, direttore generale del WWF Internazionale, ha commentato positivamente questo dato. “Sapere che oggi il panda è un gradino più lontano dall’estinzione è, per chi come noi è impegnato ogni giorno nella conservazione attiva, una notizia straordinaria. Questo risultato dimostra che quando scienza e politica lavorano insieme, coinvolgendo le comunità locali, si possono ottenere risultati eccezionali nella conservazione delle biodiversità”. 

A fronte del dato confortante sui panda giganti, allarmante è invece quello che ha per oggetto le grandi scimmie, con quattro specie su sei a rischio di estinzione. E’ il caso del gorilla orientale, del gorilla occidentale, del gorilla del Borneo e del gorilla di Sumatra. Le cause principali del loro declino sono imputabili al bracconaggio e alla distruzione del loro habitat naturale

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il dato relativo al panda gigante è sicuramente rincuorante, a maggior ragione se consideriamo che per gran parte degli anni ’80 e ’90 il suo nome veniva per lo più associato al problema degli animali a rischio estinzione. Se molto è stato fatto per questo tenero ma allo stesso tempo pigro animale, altrettanto va concretizzato anche per tutti gli altri, non perdendo di vista il fine principale che è rappresentato dalla salvaguardia della biodiversità del nostro pianeta. L’augurio è quindi che il panda possa essere d’esempio per la promozione della tutela di tutte le altre specie di esseri viventi.

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