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Il Megalodonte estinto a causa di un evento astronomico

Il Megalodonte è stato il più grande predatore del mondo. I suoi resti ci fanno capire quale sia stata la sua mole e un team di ricerca internazionale ha ipotizzato che la sua estinzione sia stata causata dall'esplosione di una o più supernovae.

Natura e Animali
Pubblicato il 25 febbraio 2019, alle ore 00:15

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Il Megalodonte estinto a causa di un evento astronomico

Enorme, con denti grandi come una mano umana e un’insaziabile voglia di carne. Questo è stato il Megalodonte, probabilmente il più grande predatore mai apparso sulla Terra, o per meglio dire nell’acqua. Viveva principalmente nelle acque temperate del pianeta e poteva raggiungere i 20 metri ed oltre di lunghezza e pesare quanto uno yacht. Il suo scheletro è arrivato fino a noi e ne possiamo ammirare persino i particolari, come ad esempio i suoi enormi denti.

Ai suoi tempi era il super predatore per eccellenza, in grado di cacciare tutti gli animali marini, ma continua ancora oggi ad essere un animale con un alone di mistero che lo rende protagonista di molti film e libri, ma anche di riviste scientifiche che cercano di capire il motivo della sua scomparsa, avvennuta millioni di anni fa.

Se era il predatore più grande al mondo, allora non aveva rivali che potessero sfidarlo e inoltre si ritiene che non abbia avuto problemi a procurarsi il cibo. Dunque, cosa gli è successo? Cosa può aver provocato la sua estinzione? Si è, per questi motivi, arrivati ad ipotizzare che a causare la sua scomparsa sia stato qualcosa proveniente non da questo pianeta ma dall’esterno.

Secondo l’ultima teoria di un team di ricerca internazionale, il Megalodonte si estinse 2,6 millioni di anni fa a causa di un evento che uccise il 36% della fauna marina, ovvero l’esplosione di una o più supernovae, che avrebbe lanciato raggi cosmici verso la Terra facendo ricadere all’interno della sua atmosfera molti muoni, ovvero particelle radioattive simili agli elettroni ma molto più pesanti.

Gli indizi vengono dai depositi di Ferro-60; siccome i muoni hanno un tempo di sparizione di 2,6 milioni di anni, le particelle presenti sul nostro pianeta hanno per forza un’origine esterna e possono essere arrivati a noi proprio grazie all’esplosione di una supernova. Gli studi dimostrano che c’è stato un aumento di queste particelle nel periodo risalente all’estinzione di massa di cui fa parte anche il Megalodonte.

Ma perchè non si è estinta ogni forma di vita allora presente sul pianeta? Secondo gli studiosi, i muoni provocano mutazioni e di conseguenza gravi danni al DNA. Un animale a grandezza pari a quella dell’uomo  ha un aumento di possibilità di avere il cancro del 50% e questa percentuale aumenta sempre di più man mano che aumenta la grandezza dell’animale; per quanto riguarda il Megalodonte, dunque, il suo più grande motivo di difesa e sopravvivenza è stato anche la sua rovina.

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Cosa ne pensa l’autore
Bruce Baron

Bruce Baron - Incredibile come le cose più piccole, come le particelle di un atomo, possano sconfiggere giganti del genere. L'ennesimo caso di Davide contro Golia. A mio parere è un po' una fortuna che sia estinto. Forse la nostra evoluzione si sarebbe potuta fermare a causa sua. Non avremmo potuto viaggiare via mare, dal momento che avrebbero probabilmente distrutto tutte le nostre imbarcazioni e quindi non avremmo potuto scoprire l'America e tutto ciò ke ne è venuto.

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