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Il carattere del cane è scritto nel DNA

Il carattere dei cani dipende dal DNA. È tutto scritto nei geni di ogni singola razza, ma l'ambiente e la socialità cambiano ogni animale: è il risultato di uno studio condotto dall'Università dell'Arizona.

Natura e Animali
Pubblicato il 10 gennaio 2019, alle ore 18:03

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Il carattere del cane è scritto nel DNA

Esistono centinaia di razze di cani, molte delle quali “create” dagli uomini per adattarli alle proprie esigenze: il cane da caccia, il cane guida, il cane da guardia, il cane pastore e addirittura il cane da combattimento ed il cane da guerra. L’Università dell’Arizona, grazie ad una ricerca scientifica, è riuscita a dimostrare che i tratti della personalità, di ogni razza, sono anche presenti nel DNA e che quindi hanno un potente carattere ereditario.

Il genoma canino è stato sequenziato nel 2005 ma, a causa delle numerose varianti presenti all’interno di ogni razza, gli scienziati hanno dovuto lavorare molto per riuscire ad individuare i geni che sono la causa della personalità di ogni razza. Dalla ricerca si evince che le caratteristiche maggiormente ereditate riguardano l’adattabilità all’addestramento, la proposizione alla caccia e l’aggressività verso gli estranei. Un fattore importante che influisce alla formazione del carattere del cane è senza dubbio l’ambiente nel quale vive e la socialità.

Roberto Marchesini, noto etologo e zooantropologo, commenta i risultati della ricerca definendoli “interessanti“, ma ci tiene a precisare che “non bisogna cercare una corrispondenza troppo stretta tra caratteristiche genetiche e comportamentali. La ricerca di un singolo gene per spiegare un comportamento, per esempio la pericolosità, in passato ha fatto prendere abbagli perché un carattere comportamentale è sempre frutto di poligenia, ovvero l’interazione di più geni”.

Secondo Marchesini bisogna prendere in considerazione le caratteristiche di ogni razza e sfruttarle dal punto di vista della predisposizione: è più facile insegnare ad un cane pastore a guidare un gregge di pecore piuttosto che ad un Levriero, ma questo non vuol dire che il Levriero non possa condure il gregge di pecore.

L’invito dell’etologo, rivolto in particolare a chi decide di accogliere un cane in casa, è quello di informarsi sulle caratteristiche della razza più adatta alle proprie abitudini: “quando so che una razza ha una certa predisposizione non la devo negare“. Un esempio concreto potrebbe essere quello del Rottweiler che ha un’ottima predisposizione alla guardia, ma nello stesso momento se educato a dovere, incanalando tutta la sua irruenza nel gioco, potrebbe diventare un ottimo compagno di vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Pezzuto

Francesco Pezzuto - Sono dell'idea che non esiste una razza di cane buona ed una razza di cane cattiva, ma il comportamento dipende molto dall'educazione che gli viene data, un pò come per gli esseri umani. Tutti i cani, a prescindere dalla razza, sono "i migliori amici dell'uomo" e questo è un dato di fatto.

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