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Hong Kong, morto il primo cane affetto da Coronavirus

Il primo cane al mondo messo in quarantena a causa del Coronavirus è deceduto nelle scorse ore ad Hong Kong. A darne notizia è una voce autorevole del Dipartimento dell'Agricoltura.

Natura e Animali
Pubblicato il 19 marzo 2020, alle ore 14:52

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Hong Kong, morto il primo cane affetto da Coronavirus

Ad Hong Kong è morto il primo cane affetto da Coronavirus, che era stato messo in quarantena, in casa con la sua proprietaria. Ne dà notizia il Dipartimento per l’Agricoltura, l’Industria Ittica e la Conservazione dell’amministrazione di Hong Kong, che, oltre a dare notizia dell’avvenimento, riferisce che la proprietaria del cane non ha concesso alle autorità di eseguire l’autopsia per verificare le cause della morte.

Il cane ha perso la vita proprio dopo che il suo periodo di quarantena era concluso da appena ventiquattro ore. Il tempo di isolamento era cominciato il 26 febbraio ed era trascorso in casa con un andamento altalenante del proprio stato di salute, fino a che tra il 12 ed il 13 marzo gli ultimi test avevano dato dei riscontri negativi alla presenza della malattia, pur non essendo estremamente accurati come quelli predisposti per gli esseri umani.

Il cane, un volpino di Pomerania, aveva 17 anni, dunque era un esemplare molto anziano e viveva con la sua proprietaria di 60 anni, affetta da Coronavirus, che al contrario è guarita. L’infezione nel cane era stata riscontata con valori piuttosto bassi di presenza del virus sulla lingua e sulle narici, nell’ambito di una serioe di controlli per osservare la possibile trasmissione della malattia sui cani.

Il fatto che il cane sia morto dopo una presenza del virus, tuttavia, non dimostra il fatto che i cani possano trasmettere il Covid-19, tanto che le autorià sanitarie di Hong Kong e, soprattutto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, hanno espresso che i cani non possono infettare gli esseri umani con il Coronavirus e viceversa.

E’ probabile infatti che il cane di Hong Kong sia stato infetto da qualche altro genere di infezione delle vie respiratorie e sia morto anche in conseguenza della sua longeva età. Nel frattempo in tutto il mondo si moltiplicano gli appelli a non abbandonare gli animali da compagnia, in quanto per ora non esistono dati per i quali essi possano trasmettere il Coronavirus; in effetti, per fortuna, questo fenomeno non si sta verificando.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Il cane aveva 17 anni, quindi corrispondente circa a 85 anni della nostra vita biologica: già affetto da altri problemi respiratori, è morto quindi anche per la sua età avanzata. Preciso tutto questo per spiegare, come conferma l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che gli animali da compagnia non trasmettono il Coronavirus agli esseri umani e viceversa. Quindi, in questi periodi di restrizione dei nostri comportamenti sociali, continuiamo ad amare i nostri compagni animali come abbiamo sempre fatto.

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Commenti
Maria Guerricchio
Maria Guerricchio

19 marzo 2020 - 16:42:57

Se le autorità sanitarie di Hong Kong e, soprattutto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sostengono che i cani non possono infettare gli esseri umani con il Coronavirus e viceversa, non si sarebbe proprio dovuto dare la notizia in questi termini perché potremmo andare davvero a finire ad una serie di abbandoni senza senso

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