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Greenpeace, un cortometraggio per salvare le tartarughe

Greenpeace, con un corto di animazione in cui le protagoniste sono le tartarughe, cerca di fare luce sulla difficile situazione che stanno vivendo gli oceani per via dei cambiamenti climatici e si adopera affinché il governo italiano faccia qualcosa.

Natura e Animali
Pubblicato il 17 gennaio 2020, alle ore 19:10

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Greenpeace, un cortometraggio per salvare le tartarughe

Greenpeace, l’associazione ambientalista, che da sempre si batte per la salvaguardia dell’ambiente e degli animali affinché siano specie protette, ha deciso di lanciare un cortometraggio che possa essere un monito per il salvataggio delle tartarughe. Il titolo del corto è “Tartarughe in viaggio” realizzato dallo studio Aardman, che ha ottenuto tantissimi premi e che è noto per altri cortometraggi di animazione come “Galline in fuga” e “Wallace e Gromit”.

In linea con i due cortometraggi di animazione precedenti, ha anche realizzato questo nuovo cortometraggio che fa luce sui problemi ambientali e lo stato degli oceani affinché siano protetti. Un progetto che vede la partecipazione di Oscar Olivia Colman and Dame Helen Mirren per quanto riguarda la versione internazionale, mentre per l’Italia ci si affida alle voci di Giorgia e di Adriano Giannini.

Il corto di animazione racconta la storia di una famiglia di tartarughe che prova a tornare a casa, con enormi difficoltà, ma l’oceano in cui vivono è minacciato dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e rischia di mettere a repentaglio la loro vita. La stessa Giorgia, la cantante, che dà la voce alla mamma Tartaruga, esprime in questo modo la sua felicità: “Sono felice di dar voce a una tartaruga grazie a Greenpeace. La casa è quanto di più prezioso abbiamo, uno spazio sicuro per noi e la nostra famiglia. Eppure la stiamo togliendo a tartarughe, balene, pinguini e tanti altri animali”.

Negli ultimi 500 anni, salvare le tartarughe è diventato una tematica importante, anche perché per via della caccia, ne esistono sempre meno. Le tartarughe sono esseri che viaggiano per tantissimi chilometri in modo da trovare luoghi in cui nidificare e cercare cibo, ma lo stato degli oceani non aiuta in questo compito e traversata che compiono.

Greenpeace, con questo corto, lancia anche un allarme. Esiste, in natura, una specie di tartaruga, deve fare tantissimi chilometri finché non trova una zona in cui cibarsi. Durante questo suo percorso, perde tantissima energia e, proprio per questo, molte di loro non ce la fanno e soccombono.

Secondo Giorgia Monti, responsabile Campagna mare di Greenpeace Italia, bisogna che i governi di tutto il mondo si adoperino per salvaguardare gli oceani e, di conseguenza, salvare le tartarughe. Greenpeace ha scritto una lettera al Ministero degli Esteri perché faccia qualcosa per cambiare questa drammatica situazione.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - L'ennesima dimostrazione di come noi umani con il nostro egoismo distruggiamo ecosistemi che sono fondamentali e importanti per il benessere delle creature che vi vivono, come le tartarughe appunto. Speriamo che la lettera scritta da Greenpeace possa far luce sul problema e che il corto apra gli occhi sulle condizioni degli oceani che, a causa dei cambiamenti climatici, stanno rovinandosi e distruggendosi sempre più.

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