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Gli animali domestici sono la perfetta compagnia per gli anziani

E' già risaputo che adottare un animale aiuta le persone a combattere la solitudine, ma nel caso degli anziani, gli animali domestici aiutano anche a tenere allenata la mente.

Natura e Animali
Pubblicato il 2 ottobre 2017, alle ore 16:44

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Gli animali domestici sono la perfetta compagnia per gli anziani
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Studi recenti hanno dimostrato come un animale domestico è la compagnia perfetta per le persone anziane perché non solo si sentono meno soli, ma tengono allenata la mente e si sentono utili. Da anni, molti studi, hanno confermato che un cane contribuisce all’allungamento e miglioramento della qualità di vita delle persone.

Prendersi cura di un animale attiva parti della mente sul quale non avevamo mai riflettuto. Nel caso di un anziano che si prende cura di un animale ci sono dei benefici psico-fisici importanti che aiutano a prevenire il declino cognitivo al quale sono sottoposti.

Prima di tutto, bisogna scegliere accuratamente l’animale da compagnia per l’anziano in quanto, ad esempio, sono sconsigliabili i cuccioli e le razze di cani energiche in quanto, ovviamente, una persona in là con gli anni non potrebbe soddisfare i bisogni di questo tipo di animali e dargli le attenzioni necessarie. E’ da orientarsi su animali già adulti e ben addestrati e gestibili, non ultimo scegliere anche la taglia e il tipo di animale in base alle funzioni motorie dell’anziano. Inoltre è molto importante che la persona abbia tempo e disponibilità finanziaria per prendersi cura di un amico a quattro zampe.

I primo beneficio che si otterrà è ovviamente il non sentirsi soli, seguono avere responsabilità verso l’animale domestico, quindi un impegno e delle azioni da ricordare e compiere quotidianamente, ciò contribuisce al sentirsi utili, innalzare l’autostima e avere qualcosa da fare. Quindi la mente si mantiene allenata poiché si attivano le attività di attenzione.

Inoltre migliorano le funzionalità esecutive in quanto l’impegno di accudire un amico a quattro zampe comporta pianificazione, programmazione e svolgimento di svariati compiti e non solo il riempire le ciotole; memoria verbale in quanto c’è bisogno di ricordare il nome dell’animale, del cibo, delle eventuali medicine e tutto ciò che serve per prendersi cura di lui, comprese le passeggiate; funzioni motorie, in base al fatto che, ad esempio, un cane obbliga il proprietario a portarlo all’aria aperta e passeggiare; memoria prospettica poiché bisogna ricordarsi e pianificare ogni giorno le cose che andranno fatte i giorni successivi o a lungo termine come ad esempio le visite dal veterinario e somministrazioni di medicinali, il bagno al cane, quando cambiare la sabbia nella lettiera; gestione delle emozioni in quanto è molto differente il modo di rapportarsi con un animale rispetto a quello che si assume nei confronti di un’altra persona e, inoltre, c’è una diversa percezione affettiva, tutto ciò migliora e permette l’elasticità mentale.

Gli animali sono capaci di dare affetto e stimoli, quindi contribuiscono a far rilassare e distrarre la persona anziana, quindi funge da vera e propria pet-therapy, donando serenità, risate, incoraggiamento e uno scopo di vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - Il tema della solitudine delle persone anziane è molto risentito e, ogni giorno, possiamo assistere in prima persona o come osservatori al declino mentale di chi ci sta attorno. Non avevo mai pensato che un animale domestico potesse essere una cura per un persona anziana poiché si ha anche paura che chissà come potrà mai reagire un cane e che guai potrà fare un gatto saltando o scappando di casa. Per questo, secondo me, bisogna saper scegliere l'animale giusto e, soprattutto, fare bene attenzione se davvero l'anziano potrà prendersi cura di lui e se ne riceverà giovamento.

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