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Gli agnelli di Pasqua e le proposte degli animalisti per salvarli

La tradizione del consumo di carne d'agnello a Pasqua è una tradizione consolidata, anche se dimezzata nelle vendite nel corso degli ultimi otto anni. Gli animalisti lanciano molte proposte per salvare quanti più capi possibili dalla macellazione.

Natura e Animali
Pubblicato il 3 aprile 2018, alle ore 09:51

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Gli agnelli di Pasqua e le proposte degli animalisti per salvarli

Gli agnelli di Pasqua, con varie ricette, sono una tradizione consolidata sulle tavole degli italiani, anche se negli ultimi anni si è visto un drastico calo dei capi abbattuti per le feste pasquali (dimezzati negli ultimi anni). Una tendenza che segue lo smezzamento dei consumi della carne di questi candidi animali ed anche nell’andamento annuale, passato in quattro anni dai cinque milioni di agnelli macellati nel 2013 ai 2,8 milioni dello scorso anno.

Le tante battaglie degli animalisti per salvare questo simbolo di candore hanno portato a salvare centinaia di migliaia di capi dalla macellazione, mentre per il resto delle carni il consumo è piuttosto stabile. Per cercare di andare verso un ulteriore ridimensionamento di questa ecatombe di agnelli a Pasqua, sono state presentate molte proposte di legge.

Ben 37 di esse sono state inviate in Parlamento da Michela Vittoria Brambilla, presidente e fondatrice del Movimento Animalista (che raccoglie parlamentari di ogni estrazione politica), tra le quali quella di spicco prevede la sola macellazione degli esemplari che hanno raggiunto l’età adulta.

L’intento è quello di portare il consumo di carne di agnello ad un livello del tutto simile a quello annuale, mettendo in luce e trasparenza i metodi con i quali questi animali vengono uccisi, una questione che anche la presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, vuole porre come una priorità.

“Sul web sono molti i video che mostrano cosa succede a questi poveri animali. Scene terribili. I ragazzi vedono le immagini, ne restano sconvolti e poi quando i genitori gli propongono la carne in tavola la rifiutano”. Il pensiero della Rocchi vuole, perlomeno, chiarire che fine fanno questi giovani cuccioli, tenendo comunque in conto che i nutrizionisti prevedano come positivo nella nostra dieta un consumo moderato di carne.

La questione si è concretizzata a Napoli, con l’assessore Roberta Gaeta che ha vietato ai commercianti, con un’ordinanza, di esporre agnelli macellati alle vetrine. I commercianti partenopei hanno fatto un ricorso d’urgenza al TAR che ha dato loro ragione; una questione che, come sempre andrebbe affrontata con moderazione e buon senso.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - La questione della macellazione di massa degli agnelli di Pasqua si ripete ogni anno durante questa importante ricorrenza religiosa e parlarne ha portato l'effetto indiretto del consumo dimezzato delle loro carni e, di conseguenza, anche dell'abbattimento di questi cuccioli. Questi progressi sono apprezzabili e si può ancora migliorare. Il mio punto di vista è che ci vuole moderazione, come in tutte le cose: un consumo accorto di carne porta dei nutrienti che altri alimenti non danno, mentre un eccesso fa male per alcuni versi e porta ad una esposizione maggiore al rischio di insorgenza dei tumori. Gli animalisti, in ogni caso, fanno bene a sensibilizzare la società su questo problema.

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