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Roma

Esemplare di delfino spiaggiato lungo la costa di Ostia: possibile ennesima vittima di morbillo

E' stato tristemente rinvenuto il cadavere di un meraviglioso esemplare di delfino sulla scogliera tra il porto e Fiumara Grande: potrebbe trattarsi dell'ennesima vittima del virus Morbillivirus che ha già ucciso 41 esemplari nella regione Toscana.

Natura e Animali
Pubblicato il 20 agosto 2019, alle ore 17:57

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Esemplare di delfino spiaggiato lungo la costa di Ostia: possibile ennesima vittima di morbillo

L’ANSA ha reso noto che nella giornata di ieri è stato rinvenuto il cadavere di un magnifico delfino, lungo la costa di Ostia, la frazione litoranea del comune di Roma Capitale, sulla scogliera tra il porto e Fiumara Grande. 

Gli esperti hanno prontamente consigliato di non toccarlo dato che potrebbe essere portatore di patogeni trasmissibili all’uomo e costituire l’ennesima triste vittima del Morbillivirus.

Il Morbillivirus

Il virus, appartenente all’ordine Mononegavirales ed alla famiglia Paramyxoviridae, ha provocato epidemie di cetacei nel corso degli anni ’90: costituito dal capside e da un singolo filamento negativo di RNA di 15-16 kb, può causare gravi malattie infettive come il morbillo, la peste bovina e dei piccoli ruminanti, così come il cimurro del cane. 

Il suo diametro misura dai 150 ai 300 nm e codifica per otto proteinte: si unisce ai recettori della superficie cellulare dell’ospite tramite la glicoproteina H, fondendosi con la membrana plasmatica, mentre il ribonucleocapside viene rilasciato nel citoplasma. Inizia così la trascrizione sequenziale in cui l’RNA messaggero si chiude e viene poliadinelato nel citoplasma, per poi avviare la replica. Infine, quando il ribonucleocapside agisce reciprocamente con la proteina matrice e le gemme, viene rilasciato il virione.

Le ricerche della Oceanomare-Delphis Onlus

Fra le regioni italiane della Toscana e della Liguria il virus ha già ucciso 40 delfini, secondo i dati di Oceanomare-Delphis Onlus (ODO), che si occupa dello studio e della tutela dei cetacei e dei loro ecosistemi, nata dall’unione nel 2010 delle due associazioni che per anni hanno condotto analisi nel Mar Mediterraneo. L’ente avrebbe ricevuto la notizia in seguito alla segnalazione di un cittadino, in concorso con il Municipio Roma X affacciato sul Mar Tirreno, la Capitaneria di Porto, l’Osservatorio Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e l’ONLUS Lega Italiana Protezione Uccelli.

Una delle possibili ipotesi è che si tratti dell’ennesimo caso rientrante nel progetto di ricerca Delfini Capitolini, di cui l’ODO è fondatrice dal 2011, finalizzata alla ricerca ed al monitoraggio dei cetacei presenti nel litorale laziale tra Ostia, Fiumicino e Trovaianica. Purtroppo dalle loro rivelazioni sono risultati molteplici gli spiaggiamenti di questi meravigliosi cetacei nel nord Tirreno, il cui numero nella regione Toscana è giunto a ben 41 esemplari tra il genere Stenella e Tursiope(cosiddetto delfino dal naso a bottiglia).

Gli Istituti zooprofilattici di Lazio e Toscana sono ora alle prese con le indagini per focalizzare le cause certe della morte, tra cui potrebbe spiccare anche l’alto tasso di inquinamento presente nei nostri mari.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - E' di rilevante importanza, oggi più che mai, la salvaguardia di tutti gli animali e di tutte le forme di vita del nostro Pianeta, compresi naturalmente questi meravigliosi cetacei a cui, fin dall'antichità, è stata riconosciuta la notevole intelligenza e socievolezza: è noto infatti che la comunicazione di cui dispongono è costituita dalla capacità di produzione degli ultrasuoni, così come dagli elaborati modelli di movimenti di trasmissione che li rendono una delle specie più amate da adulti e bambini.

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