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Dottor Peyo, ex star del dressage, ora luce degli occhi dei malati terminali di Calais

Dottor Peyo, cavallo di 15 anni ex stella del dressage ha trovato la sua ragione di vita nel confortare i pazienti terminali del centro di cure palliative dell'ospedale di Calais, che da quel momento accompagnerà con amore fino alla fine del loro viaggio.

Natura e Animali
Pubblicato il 23 giugno 2021, alle ore 09:07

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Dottor Peyo, ex star del dressage, ora luce degli occhi dei malati terminali di Calais

Dottor Peyo, un cavallo di 15 anni, ex star delle gare di dressage, dopo le competizioni non riusciva a trattenersi: doveva avvicinarsi alla folla, scegliere una persona tra la moltitudine che si era raggruppata per assistere all’esibizione e rimanere lì’ tutto il tempo, stringendosi a lei.

Un comportamento insolito, un istinto viscerale, che sembrava guidare il cavallo verso chi appariva bisognoso di aiuto, perchè debole psicologicamente o fisicamente. Uno stimolo che il suo cavaliere Hassen Bouchakour non era in grado di frenare. Così, un giorno, Hassen dovette arrendersi all’irrefrenabile necessità di contatto umano del suo compagno e decise di portarlo a conoscere i malati terminali del centro per le cure palliative, presso l”ospedale di Calais, nella Francia nord-occidentale.

Da allora, Peyo gira per i corridoi del centro e, quando individua un paziente da confortare, si ferma davanti alla porta della sua stanza o solleva una zampa. Una volta accostatosi al paziente, lo riempie di premure, avvicinandogli il muso, leccandolo e lasciandosi accarezzare. Di quando in quando, si mette a guardia della stanza per impedirne l’accesso, assumendo una postura e uno sguardo minacciosi. Altre volte, accompagna i pazienti fino all’ambulanza che li riaccompagna a casa o si lascia cavalcare dai bambini arrivati al centro per visitare i parenti.

Una risorsa fondamentale per i malati, che riescono a veder abbassare i dosaggi dei forti oppioidi previsti dalla terapia per l’attenuazione del dolore e che vivono la propria condizione in maniera decisamente più serena; secondo Hassen: “con Peyo, cerchiamo di riportare la vita anche nel periodo del fine vita, per dare modo ai pazienti a ai caregiver di affrontare la malattia con più energia”.

Oltre al decisivo supporto ai pazienti e ai loro parenti, dottor Peyo è diventato un alleato anche dell’èquipe medica, riuscendo a infondere calma anche nelle situazioni più drammatiche: “non solo Hassen e Peyo riescono a confortare i pazienti, ma anche noi. Nei momenti più duri ci consola averli tutti e due intorno”, afferma Nathalie, un’infermiera del centro.

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Cosa ne pensa l’autore
Sara Ludovica Pala

Sara Ludovica Pala - La storia di Peyo ci dimostra, ancora una volta, la valenza della pet therapy anche nel trattamento delle malattie croniche, quelle più dolorose ed emotivamente estenuanti, per le quali i farmaci attualmente adoperati non sortiscono effetti soddisfacenti. In barba a chi si ostina a giudicare gli animali come esseri inferiori e a proibirne l'accesso nei luoghi di degenza.

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