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Crisi di mezza età, anche i cani ne soffrono

Una ricerca recente ha dimostrato che anche i cani, intorno ai tre anni, manifestano la cosiddetta crisi di mezza età, paragonabile a quella sperimentata dagli esseri umani.

Natura e Animali
Pubblicato il 20 ottobre 2020, alle ore 11:18

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Crisi di mezza età, anche i cani ne soffrono

Uno studio condotto da un team di esperti dell’Università di Eotvos Lora’nd di Budapest ha dimostrato che anche i cani sperimentano la cosiddetta crisi di mezza età. Il cambiamento, negli amici a quattro zampe, arriva intorno ai tre anni di vita, quando iniziano ad annoiarsi più facilmente e si mostrano meno entusiasti di fronte alle nuove esperienze; lo stato d’animo, stando a quanto dichiarato dai ricercatori, sarebbe paragonabile a quello vissuto dagli esseri umani.

Lo studio, riportato sulla rivista Scientific Reports, avrebbe analizzato la personalità di 217 esemplari di Border Collie di età compresa tra i sei mesi ed i 15 anni, sottoponendoli ad una serie di test. “Quando un cane raggiunge circa tre anni, l’eccitazione legata alle nuove situazioni diminuisce” afferma il ricercatore Friederike Range, spiegando: “La personalità dei nostri amici a quattro zampe cambia in modo complesso nel corso della loro vita“.

Gli specialisti, inoltre, evidenziano che la ricerca di novità, così come la curiosità di fronte alle incognite, diminuiscono dopo ai tre anni di vita; l’attenzione e la capacità di risolvere problematiche, invece, sarebbero in continuo aumento durante la prima infanzia, ma poi si stabilizzerebbero verso i sei anni.

Range continua la sua tesi spiegando che sarebbero presenti alcuni altre caratteristiche dei cani che rimangono inalterate malgrado l’avanzare dell’età. “I cani naturalmente attivi restano energici nel corso degli anni” sottolinea il ricercatore, evidenziando che, al contrario: “I cagnolini pigri resteranno letargici. La socievolezza dell’animale, allo stesso modo, rimane inalterata“.

Lo studio ha rivalutato 37 dei 217 Border Collie dell’esperimento a distanza di quattro anni. “Ripetere gli esami sugli stessi esemplari è fondamentale per la ricerca in prospettiva“, afferma ancora Range. Il lavoro, stando alle parole del team di specialisti, avrebbe portato alla luce la questione della stabilità della personalità degli amici a quattro zampe e del suo sviluppo. “Siamo entusiasti di questi risultati e ansiosi di proseguire le ricerche” conclude l’esperto.

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Cosa ne pensa l’autore
Laura Filippi

Laura Filippi - Credo che questa tipologia di studi nella letteratura degli animali sia piuttosto rara; lo studio condotto da Range, quindi, può rivelarsi fondamentale nella comprensione della psicologia canina. Mai come ora, quindi, si rivela veritiera l'affermazione che considera i cani come veri e propri membri della famiglia, paragonabili quasi agli esseri umani.

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