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Cani sniffer USA: morti di stenti ma continuano ad essere inviati in Giordania

I cani, addestrati nell'ambito di un addestramento per rilevare esplosivi in attacchi terroristici, sono deceduti per mancanza di cure, igiene e nutrimento: nonostante ciò, continuano ad essere inviati in Giordania.

Natura e Animali
Pubblicato il 17 settembre 2019, alle ore 12:16

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Cani sniffer USA: morti di stenti ma continuano ad essere inviati in Giordania

L’indagine federale del Dipartimento di Stato USA ha purtroppo constatato che 10 cani USA, inviati in Giordania tra il 2008 ed il 2016 per fiutare le bombe nel Programma di Assistenza Antiterrorismo Canino di rilevamento esplosivo, e quindi per salvare vite umane, sono deceduti per condizioni di scarsa nutrizione e trascuratezza.

È la tristissima conclusione che purtroppo queste creature hanno dovuto subire, a causa di cure inadatte e negligenza: quelli più fortunati che riescono a sopravvivere si trovano però in situazioni di ridotta igiene ed iperlavoro.

Le immagini pubblicate nel rapporto evidenziano la magrezza dei cani, evidente dalle costole che sporgono dai lati, così come le unghie estremamente cresciute e le orecchie ricche di zecche, oltre naturalmente al loro sguardo che comunica più di 1.000 parole: privi di ciotole, si alimentano dal cibo gettato loro a terra.

Una situazione aberrante in cui non è stato garantito loro il benessere e la salute una volta giunti in Giordania, nonostante i milioni di dollari spesi per addestrarli in USA: una colpa attribuibile in gran parte alla regolamentazione rigida del Dipartimento di Stato ed alla mancanza di politiche concrete, come accordi scritti tra i Paesi relativi ai trattamenti di assistenza canina.

Per questo, il rapporto stilato ha elencato 5 raccomandazioni da far approvare al Dipartimento di Stato, in cui tra le varie cose si sottolinea l’importanza di una frequenza maggiore di attivazione del welfare, oltre alla creazione di un accordo scritto tra le nazioni partner: non è invece stato accettato il suggerimento relativo all’interruzione dell’invio di cani in Giordania finché il piano di solidarietà venga concretamente messo in atto.

Il Presidente della Commissione per le Finanze del Senato, Chuck Grassley, ha sottolineato, nella lettera destinata al Segretario di Stato Mike Pompeo, l’importanza di poter ricevere un feedback sull’efficienza del programma, verificando quindi che gli animali coinvolti siano trattati secondo gli standard umani ed etici che il popolo americano si aspetta.

La Giordania è stata destinataria di ben 61 cani sniffer ma lo seguono anche la Tailandia, il Marocco, l’Indonesia ed il Bahrein

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - Scrivere articoli come questi per me è sempre un’enorme fatica in termini di sofferenza emotiva, ma è giusto informare per poter prevenire che episodi come questi accadono ancora: di fronte alla sofferenza degli animali non si possono voltare le spalle, tanto meno in questo caso dove i cani sono stati addestrati per esserci d’aiuto e salvare le vite umane. Fa male tutto questo, fa davvero male.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

17 settembre 2019 - 12:17:30

Chi li ha ridotti in questo modo può essere definito in un solo modo: un infame.

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Fabrizio Ferrara
Lara Tubia

17 settembre 2019 - 12:36:56

Sei stato anche troppo gentile

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Fabrizio Ferrara
Lara Tubia

17 settembre 2019 - 12:38:49

Ed anche continuare ad inviarli lì, dove li hanno ridotti così, non mi sembra una mossa geniale

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

17 settembre 2019 - 13:01:04

Non è questione di inviarli o meno. Il fondamento è che sono esseri viventi e come tali vanno tutelati sopra ogni altra cosa.

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Laura Filippi
Laura Filippi

18 settembre 2019 - 11:13:12

Gli occhi degli animali dicono molto di più di tutte le parole degli umani. Fanno venire la pelle d'oca

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