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Cane mangia pietre per la fame e muore: solo sei mesi di carcere per il maltrattatore

L'orribile episodio accade in Ohio: un uomo ha maltrattato il suo cane, affamandolo e costringendolo a mangiare pietre. Questa persona è stata arrestata, ma ha pagato la morte del suo animale con soli sei mesi di prigionia.

Natura e Animali
Pubblicato il 17 maggio 2020, alle ore 22:41

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Cane mangia pietre per la fame e muore: solo sei mesi di carcere per il maltrattatore

Un episodio orribile, con un finale ancora peggiore, è accaduto in Ohio, negli Stati Uniti. Un uomo, che ha maltrattato il suo cane a lungo, dandogli persino in pasto delle pietre per placare la sua fame, ha scontato solamente sei mesi di carcere dopo la morte dell’animale, nonostante ci fossero tutte le aggravanti possibili per scontare una pena molto maggiore.

Le polemiche negli Stati Uniti si sono fatte più cocenti dopo le dichiarazione dell’avvocato di questo personaggio, il quale ha dichiarato che il cane è morto perché era debole di costituzione fisica e non certo per la fame o per i maltrattamenti subiti per anni. Tutto questo appare però irreale dopo le numerose prove che sono state portate in tribunale, per cui nessuno si spiega come questo individuo possa spuntarla con pochi mesi di carcere.

Il cane, un Dobermann Pinscher di due anni, è stato costretto alla catena per quasi tutta la sua vita, in un angolo ristretto, sporco e malsano; questo signore non alimentava praticamente mai il quattrozampe che, per spirito di sopravvivenza e per placare la fame, si è spinto addirittura ad ingoiare delle pietre che hanno così provocato lesioni all’apparato digerente.

Il resto del corpo era già ridotto ad uno stato cadaverico. Le torture dell’uomo hanno provocato innumerevoli ferite sul muso e sul corpo del cane, a cui è stata mozzata anche parte della lingua: la bestiola è giunta a pesare appena 9 chili, quando è stato preso in custodia dagli uomini dell’Animal Friends, che però non hanno potuto salvare il cane da una situazione troppo compromessa: dopo appena cinque giorni di libertà, il Dobermann è morto.

Il 36enne David Neanover, proprietario del cane, ha suscitato indigniazione sia per le torture commesse che per la pena irrisoria da scontare. La comunità della contea di Butler ha affidato la sua indignazione allo sceriffo, che esprime gratitudine per le informazioni giunte dai cittadini, che hanno permesso il pur breve salvataggio del cane; la stessa popolazione è disgustata dal poco peso che la giustizia ha dato alle accuse pesanti che pendono su David e spera che ci sia modo di rivedere la sentenza.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Non è concepibile che un mostro come questo personaggio paghi le sue reiterate torture sul suo cane con solamente sei mesi di carcere. Le aggravanti ci sono tutte, come le prove, e la sentenza è una beffa per la giustizia. La comunità della contea dell'Ohio dove si sono svolti i fatti è profondamente indignata e le dichiarazioni dell'avvocato di questo losco figuro non hanno fatto che gettare benzina sul fuoco. La sentenza va rivista, con un pesante ritocco di pena per questo individuo che non merita di essere chiamato "uomo".

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

18 maggio 2020 - 08:30:21

Le pietre gliel'infilerei al padrone infame: e non dalla bocca.

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