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Cane di 2000 anni faceva la guardia alle antiche terme di Lucca anche dall’aldilà

Nei pressi degli scavi delle antiche terme di Lucca è stato ritrovato lo scheletro di un cane di 2000 anni fa, segno che anche nell'antichità i quattrozampe domestici avevano un ruolo importante nella società romana.

Natura e Animali
Pubblicato il 2 settembre 2018, alle ore 20:37

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Cane di 2000 anni faceva la guardia alle antiche terme di Lucca anche dall’aldilà

Gli scavi archeologici che si stanno tenendo nei pressi di Tassignano, in provincia di Lucca, hanno fatto emergere qualcosa di straordinario ed inatteso per gli archeologi e gli studenti che collaboravano a ripulire i resti di un’antica domus romana: lo scheletro di un cane domestico, ancora in buone condizioni di conservazione, a fianco del perimetro murato dell’antico complesso termale.

La scoperta archeologica punta a riportare alla luce, completamente, la struttura di base ancora in discreto stato di conservazione della Domus Aemilia, un’antica casa nobiliare risalente più o meno attorno all’anno zero, con un complesso termale annesso che, nell’epoca d’oro della repubblica e dell’impero romano, era frequente trovare nelle abitazioni dei più importanti dignitari di allora.

Il cane, nella società romana, aveva un ruolo molto importante; questo in particolare, secondo il parere degli archeologi, era sicuramente un cane da guardia delle terme; una volta giunti alla vecchiaia, i cani venivano sacrificati agli dei del Pantheon romano per dare purificazione e protezione alla struttura dove l’olocausto prendeva forma, una sorta di rito magico e propiziatorio.

Le carcasse dei cani così omaggiati agli dei non venivano gettate ai bordi delle strade o nella vegetazione, bensì venivano sepolti nei pressi del perimetro esterno degli edifici, proprio per continuare anche nell’aldilà la loro funzione di protezione nei confronti della casa dei loro amati padroni; questo dà l’idea di quanto fossero fondamentali gli animali domestici nel corso della storia, anche a livello affettivo.

L’intento del gruppo di archeologi è quello di rilevare lo scheletro e portarlo prima in laboratorio e poi in un museo, rimuovendolo con il “pane” di terra, ovvero la porzione di terriccio che tiene insieme tutte le ossa, senza separarle una ad una. Il lavoro degli operatori continuerà a lungo nei pressi della Domus Aemilia, fino a che non si riporterà tutto alla luce, compresi, forse, altri resti di animali domestici.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - La scoperta avvenuta nei pressi di Lucca aiuta a far comprendere come i cani avessero una posizione fondamentale nella società romana, proprio come in quella moderna. Il loro sacrificio agli dei in età avanzata non va intesa come le barbare uccisioni folli e senza motivo di animali domestici che ci capita spesso di leggere, bensì come omaggio agli dei di una creatura importante, sepolta vicino alle mura, per dare ad essa un ruolo anche nell'aldilà. La scoperta mostra una portata di credenze religiose e spirituali che, nel corso dei secoli, si è persa ormai del tutto.

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