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Bruciati vivi due cani in Valtellina perché abbaiavano troppo: caccia al killer

Due cani sono stati bruciati vivi in provincia di Sondrio perché abbaiavano troppo. Sui killer è stata messa una taglia del valore di cinquemila euro.

Natura e Animali
Pubblicato il 25 giugno 2018, alle ore 19:32

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Bruciati vivi due cani in Valtellina perché abbaiavano troppo: caccia al killer

Ad Albaredo per San Marco, in provincia di Sondrio, due cani sono stati bruciati vivi. La motivazione alla base del crudele gesto sarebbe il continuo abbaiare dei cani, arrecando così fastidio a qualcuno. A ritrovare i resti dei due animali, Bobo e Lea, di 4 e 6 anni, è stata la proprietaria Marzia Tarabini nel loro recinto. Al momento, i carabinieri hanno avviato le indagini per individuare i responsabili, e sulla loro testa è stata messa una taglia pari a cinquemila euro.

Come suddetto, a trovare le carcasse dei due animali completamente carbonizzate è stata la padrona Marzia, che ha presentato denuncia contro ignoti. Quest’ultima, nella mattinata di domenica 24 Giugno, ha notato il capanno bruciato. Dai primi rilievi delle forze dell’ordine è stato rilevato che, per appiccare il terribile rogo, sono stati usati litri di combustibile intorno a tutta la struttura.

Il colpevole avrebbe agito intorno alle 5 di mattina: le fiamme hanno coinvolto anche gli orti circostanti. Un testimone ha riferito ai carabinieri di essere passato nei pressi del recinto due ore prima, senza avere notato nulla di strano.

Il caso di Bobo e Lea ha suscitato indignazione e grande sgomento in tutto il paese, composto solo da 300 abitanti. Sulla vicenda i carabinieri di Morbegno hanno aperto un’indagine. Albaredo per San Marco è un piccolo paese di montagna, molto tranquillo, dove non è mai accaduto nulla di simile. Anche il sindaco del paese ha espresso tutta la sua indignazione: “Troppa omertà su tante cose, troppa vigliaccheria”.

La notizia sconcertante si è diffusa velocemente, ed è stato molto commentata e condivisa sul web. Anche Rinaldo Simoli, responsabile centro studi del Movimento Animalista, ha commentato l’accaduto: “È l’ennesima, inaccettabile storia di ordinaria crudeltà contro i nostri amici fratelli senza voce”.

La proprietaria dei cani ha condiviso su Facebook la foto della cuccia bruciata, commentando “Pensi che le persone abbiano un’anima, un cuore, una coscienza”, e poi aggiunendo a questo grido di sofferenza “Questa gente ha ucciso i nostri cani per cattiveria gratuita e merita disprezzo. L’unica cosa che mi sento di augurare a questi bastardi infami è che d’ora in poi la loro coscienza li tenga svegli durante la notte“. Nel frattempo, le indagini e la caccia allo spietato killer di animali prosegue in modo serrato.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Una tragica fine e soprattutto immeritata di questi due poveri animali. Anche se, come si evince dall'articolo, provocavano disturbo alla quiete pubblica, c'erano diversi modi di agire, del tutto legali. È giusto che venga trovato il responsabile e che sia debitamente punito per ciò che ha fatto. Soprattutto, si spera che non si verifichino più episodi simili.

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