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Australia, una puntura di vespa uccide il ragno più vecchio del mondo: aveva 43 anni

È morto all’età di 43 anni il ragno più vecchio del mondo. La causa del decesso dell’esemplare femmina di gaius villosus scoperto in Australia nel 1974 non è imputabile all’anzianità, ma al morso di una vespa.

Natura e Animali
Pubblicato il 2 maggio 2018, alle ore 16:43

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Australia, una puntura di vespa uccide il ragno più vecchio del mondo: aveva 43 anni

I ricercatori dell’Università Curtin di Perth, città dell’Australia sud-occidentale, hanno diffuso la notizia della morte di quello che era ritenuto il più vecchio ragno conosciuto al mondo. Nel loro articolo apparso sulla rivista scientifica Pacific Conservation Biology, hanno infatti annunciato il decesso di un esemplare femmina di gaius villosus, un ragno della famiglia degli idiopidae che aveva sulle spalle non meno di 43 primavere.

Ad uccidere l’animale scoperto nel 1974 nella riserva di North Bangulla, è stata la puntura di una comunissima vespa. A seguito della sua scoperta, il ragno chiamato con il nome tecnico di “Numero 16” è stato osservato per anni all’interno del suo habitat naturale. Il precedente record di longevità in fatto di aracnidi apparteneva invece ad una tarantola messicana, morta all’età di 28 anni.

Il gaius villosus è un ragno di dimensioni considerevoli: seppur molto doloroso, il suo morso non è comunque mortale per l’uomo. L’aracnide vive all’interno di buchi presenti nel terreno che chiude con un apposito coperchio di ragnatela; dagli stessi scatta in maniera fulminea allorquando cattura le proprie prede. Proprio per questa sua caratteristica è conosciuto anche con il nome di “ragno a porta-trappola”.

Gli animali di questa specie sono al momento minacciati sia dalla deforestazione che dal riscaldamento globale. Generalmente vivono in media tra i cinque e i vent’anni, e sono di facile osservazione: nella maggior parte dei casi gli esemplari femmina vivono sempre nella stessa tana.

E’ la specie di ragno conosciuta e studiata più longeva e la sua esistenza ci ha permesso di conoscere e capire in anticipo i comportamenti e le dinamiche della popolazione dei ragni a botola“, ha avuto modo di spiegare Leanda Mason, ricercatrice dell’Università Curtin di Perth. Grazie a “Numero 16” si è così potuto scoprire di più sul lento metabolismo e sulla vita prettamente sedentaria di questa specie di ragni.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Probabilmente i ricercatori che da anni studiavano “Numero 16” si erano convinti che il loro ragno sarebbe morto di cause naturali. Invece non è andata così. A rovinare la festa ci ha pensato una comunissima vespa. Resta quindi la curiosità di sapere quante altre cose avremmo potuto scoprire se “numero 16” non fosso morto, ma soprattutto quanti altri anni sarebbe ancora riuscito a vivere.

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