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Arezzo, gatto ucciso da Lyssavirus: controlli in tutte le colonie feline della zona

Ad Arezzo un gatto è stato colpito ed ucciso dal Lyssavirus, l'agente patogeno della rabbia: i controlli saranno eseguiti a tappeto su tutte le colonie feline della zona, per evitare il pericoloso contagio.

Natura e Animali
Pubblicato il 4 luglio 2020, alle ore 14:42

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Arezzo, gatto ucciso da Lyssavirus: controlli in tutte le colonie feline della zona

Il caso del gattino colpito da Lyssavirus sicuramente ci preoccupa. Riteniamo pertanto necessario mettere in atto tutti gli accorgimenti finalizzati al controllo anche di questi felini domestici e tutte le cautele possibili per fare in modo di non avere contatti diretti con animali che potenzialmente potrebbero essere infetti da questo pericolosissimo virus“. Le parole del sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, esprimono la forte preoccupazione per una possibile diffusione di questo agente patogeno tra i gatti.

Un gatto nei giorni scorsi è morto a casua del Lyssavirus, che non è altro che una forma aggressiva e molto ostile del virus della rabbia, che può essere molto pericoloso per gli animali ma anche per l’uomo, colpendo il sistema nervoso e portando chi ne è affetto a movimenti incontrollati, confusione e paura dell’acqua, tutti sintomi immediatamente riconoscibili per questa patologia.

Tramite un morso, cani e gatti affetti possono trasmettere il Lyssavirus anche all’uomo. Per questo il sindaco Ghinelli ha messo immediatamente in campo una serie di controlli a tappeto su tutte le colonie feline del territorio comunale e di tutta la zona: evitare una diffusione di questa malattia è decisivo in questi giorni, affinché si diffonda il meno possibile tra i gatti e così riducendo i rischi anche per l’uomo.

Tra i provvedimenti previsti dall’ordinanza appena messa in campo, sono vietati tutti gli interventi di cattura e di sterilizzazione da parte dei servizi che si occupano di questi felini; i proprietari di gatti domestici devono controllare lo stato di salute dei propri animali, specie se questi escono regolarmente di casa; ogni animale con evidenti segni di morso o con sintomi sospetti deve essere subito condotto da un veterinario per dei controlli.

Infine, per limitare il rischio di contrazione del virus della rabbia, sarà compito degli addetti del comune di Arezzo trasportare i gatti che possono essere affetti dalla malattia verso le strutture veterinarie e di accoglienza. Il periodo di osservazione durerà dieci giorni ed in questo lasso di tempo i veterinari avranno la certezza se il gatto in questione avrà contratto il Lyssavirus o meno.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Al Coronavirus si aggiunge anche il Lyssavirus nella zona di Arezzo, che può diffondersi meno facilmente tra gli uomini ma che può essere letale in molti casi. Il virus della rabbia si è diffuso tra i gatti, uno dei quali è morto, proiettando il consiglio comunale verso un'ordinanza con molti accorgimenti da adottare, soprattutto sulle colonie feline della città. Il pericolo è crescente fra i felini e forse anche fra i cani, ma se si impedisce il diffondersi dell'agente patogeno tra gli animali i rischi per l'uomo saranno quasi nulli.

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