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Alle Olimpiadi Invernali una pattinatrice salva un cane dal macello

In Corea del Sud, come in tutto l'Estremo Oriente, nutrirsi di carne di cani è una pratica diffusa. La pattinatrice Meagan Duhamel, che partecipa alle Olimpiadi Invernali sudcoreane di Pyeongchang, con l'impegno personale salva un cane dalla macellazione.

Natura e Animali
Pubblicato il 18 febbraio 2018, alle ore 18:59

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Alle Olimpiadi Invernali una pattinatrice salva un cane dal macello

Nonostante le proteste degli animalisti, che in occasioni di grandi manifestazioni culturali e sportive si attivano sempre per le cause degli animali, in Corea del Sud, a pochi chilometri dal villaggio olimpico di Pyeonhgchang, si continua a macellare cani, le cui carni vengono servite nei ristoranti come prelibatezze per i tanti degustatori.

Nutrirsi di carne di cane è una consuetudine in Oriente che piano piano gli animalisti stanno cercando di ridurre nelle proporzioni, che rimangono però ancora drammatiche: milioni di cani conoscono la via della macellazione e le carni vengono vendute a ristoranti, macellerie e supermercati. Le proteste in occasione delle Olimpiadi Invernali, fino ad ora, sono valse a poco: solamente due ristoranti hanno acconsentito, peraltro solo per il periodo olimpico, a non servire carne canina nel menu.

A cercare di dare un forte segnale ci pensa la pattinatrice Meagan Duhamel, che difende i colori del Canada: la ragazza, lo scorso anno, mentre visitava le strutture olimpiche sudcoreane, ha salvato un cane bassotto da un destino crudele, e mostra solo ora il suo fedele Moo-tae al mondo intero per dare l’esempio e cercare di fare breccia nel cuore dei sudcoreani.

Il cane Moo-tae, però, non è giunto indenne tra le braccia della pattinatrice Meagan: quando era cucciolo, Moo-tae aveva subito abusi e soprusi da parte dei suoi allevatori, che gli hanno spezzato le zampe, le quali sono cresciute deformi, impedendogli di muoversi con un passo agile e corretto nella postura.

Il New York Post ha raccontato in questi giorni la storia di Meagan, la quale ha adottato anche un altro cane in Canada per fare compagnia a Moo-tae. Mettendo in luce la sua storia, Meagan spera che anche decine di altri atleti di ogni latitudine, che partecipano alle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang, possano salvare altri cani dalla mannaia del macellaio e dal triste destino di finire nel piatto del menu di un qualunque ristorante.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - La nostra cultura (giustamente) non concepisce il fatto che il cane, il miglior amico dell'uomo, venga servito in un piatto caldo e fumante di un ristorante. L'usanza barbara di ammazzare e macellare i cani che si continua a perpetrare in Corea del Sud, del Nord, in Cina e nel sud-est asiatico è spregevole, nonostante che i cani ricevano anche considerazione come animali domestici: immaginare che il tuo fedele cane diventi un mucchio di carne da mangiare è orribile, spero che le cose in quella parte del mondo mutino in fretta.

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Commenti
Delia Ubaldi
Delia Ubaldi

20 febbraio 2018 - 16:27:17

Il bassottino Moo-tae è stato veramente fortunato a trovare Meagan Duhamel. Davvero un buon esempio da imitare!

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