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Adotta un cane, ma lo fa sopprimere dopo due settimane: abbaiava in continuazione

Storia triste ed orribile quella del cane Sturn: dopo due settimane dall'adozione viene fatto sopprimere solo perché abbaiava troppo.

Natura e Animali
Pubblicato il 25 luglio 2020, alle ore 17:24

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Adotta un cane, ma lo fa sopprimere dopo due settimane: abbaiava in continuazione

La storia che segue può apparire quella di una persona che non ha cuore verso gli animali, ma è anche circondata da un ambito legale che, purtroppo, consente la soppressione degli animali in certi casi. Il protagonista in questione, suo malgrado, è il cane Sturn, un giovane esemplare di quattro anni che è nato sordo e cieco.

Un cane simile sarebbe stato difficilmente adottato da qualcuno, le sue grandi problematiche fisiche avrebbero richiesto cure continue e molto amore, oltre che attenzioni aggiuntive rispetto a quelle di un cane normodotato. Una donna, che lavora da cinque anni al canile Gli Amici del Randagio di Erba (Como) lo ha però incrociato e tra i due è scattata immediata l’amicizia ed anche una richiesta di adozione.

Il cane ha trovato così casa in Svizzera, il cui confine è molto vicino alla cittadina comasca; il cane si è adattato subito e tutto pareva portare ad una vita felice tra i due, in particolare per Sturn; invece, nei giorni della loro convivenza, il cane, a dire della donna, continuava ad abbaiare, i vicini si sono spazientiti e più volte la polizia cantonale svizzera si è presentata a casa della signora, l’ultima volta chiedendo direttamente la soppressione dell’animale, perché in questi casi la legge elvetica lo consente.

Così la donna, dopo neanche due settimane di vita con Sturn, si è presentata da un veterinario ed ha chiesto la soppressione del cane, tra le lacrime. Raccolta la testimonianza del medico, il web si è scatenato, ritenendo il gesto della signora meschino e privo di cuore, definendo più volte il gesto come un vero delitto.

L’associazione Gli Amici del Randagio ha risposto su Facebook alle molte proteste nei confronti della loro addetta; nel lungo comunicato del canile, si legge fra l’altro: “Tale azione, decisa per problemi alla quiete pubblica, senza che il cane fosse malato o sofferente (era sanissimo!) e soprattutto senza averci contattato per chiederci di ritirarlo, è perentoriamente estranea all’etica e allo spirito della nostra Associazione. Condanniamo questo ignobile gesto“.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Un gesto del genere è difficile da comprendere, seppur la legislazione elvetica lo permetta. Penso che, visto che la donna continuava ad operare nel canile di una cittadina italiana vicino al confine, poteva riportare Sturn nella struttura in cui lo aveva adottato due settimane prima: non sarebbe cambiato nulla ed il cane sarebbe ancora vivo. Ora la situazione lavorativa della donna al canile è imbarazzante e paradossale, perché vi opera per salvare i cani pur avendone soppresso uno. Spero che la situazione si chiarisca in tempi brevi.

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