Al Bano Carrisi chiude, per l’ennesima volta, il capitolo dedicato al “Festival di Sanremo“. Il cantante ha partecipato alla kermesse per ben 15 volte: 10 da solista, dalla prima nel 1968 (La siepe) all’ultima nel 2017 (Di rose e di spine), e 5 in coppia con l’ex Romina Power, con la quale ha trionfato nel 1984 con il brano “Ci sarà” dinanzi a Toto Cutugno e Christian.
Intervistato dal quotidiano “Corriere della Sera”, Al Bano sembra aver chiuso definitivamente le porte a una sua futura partecipazione al “Festival di Sanremo”, dichiarando con amarezza di non voler più presentare alcun brano. In questa circostanza, ha espresso parole durissime nei confronti dell’attuale direttore artistico Carlo Conti, lamentando di aver ricevuto da lui solo “scorrettezze” e sottolineando come il loro rapporto professionale sia ormai compromesso.
L’intervista di Al Bano Carrisi
Al Bano ricorda ancora la forte delusione ricevuta nel 2017 a causa del “Festivala di Sanremo”, quando fu eliminato con il brano intitolato “Di rose e di spine”. Il brano, scritto con Maurizio Fabrizio e Katia Astarita, fu comunque lodato dalla critica, vincendo il premio per il “Miglior arrangiamento”.
Da questo momento in poi ha deciso di chiudere con la kermesse sanremese: “Ora basta, non propongo più niente. Carlo Conti? Da lui ho ricevuto solo scorrettezze però pazienza, la rabbia non fa bene. Non abbiamo un buon rapporto, ma siccome soffro di sanremite acuta lo guarderò e gli auguro un grandissimo successo. Sono un Re, non mi mischio con dei semplici Conti”.
Si passa poi all’intervista di Romina Power nel podcast “Supernova” di Alessandro Cattelan trasmesso su YouTube, in cui l’artista ha dichiarato che non avrebbe voluto incidere “Felicità”, ritenendolo un brano banale e si teneva lontano dai brani cantanti dal suo ex marito, visto che non rispecchiavano i suoi gusti.
Al Bano, però, non ha gradito queste affermazioni di Romina: “È come sputare nel piatto in cui mangi. Ci ha guadagnato bei soldi, grazie a me. Avercene, di canzoni così. Ed è tutto meno che banale: fu la mia risposta ai colleghi che, negli anni delle Br, ammiccavano a quello stato di cose”.