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Ultima campagna pubblicitaria Calvin Klein: critiche sulle modelle curvy

L'ultima campagna pubblicitaria intimo di Calvin Klein è stata pensata per le donne con qualche chilo in più, ma il web è stato impietoso nei confronti delle modelle, tanto che il sito ha dovuto eliminare alcuni commenti.

Moda
Pubblicato il 16 gennaio 2019, alle ore 06:46

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Ultima campagna pubblicitaria Calvin Klein: critiche sulle modelle curvy

Negli ultimi anni, i grandi marchi di moda si sono ritrovati sommersi dalle critiche in quanto, sia sulle passerelle che nelle loro campagne pubblicitarie, sceglievano un solo tipo di bellezza: quello con una taglia molto piccola, spesso a limite dell’anoressico. Così da un po’ di tempo il mondo della moda ha deciso di adeguarsi ai tempi che cambiano, aprendo le proprie porte a diversi tipi di belezza.

E’ quello che ha fatto anche il marchio Calvin Klein, nella sua ultima campagna intimo dedicata anche alle donne curvy, ovvero donne che indossano dalla taglia 46 in su. Ma la campagna non è stata apprezzata da tutti, infatti, sotto tre foto apparse su un noto sito di e-commerce, uno dei distributori del marchio Calvin Klein, sono stati scritti numerosi commenti offensivi nei confronti delle modelle curvy, tanto che il sito è stato costretto a rimuoverli.

La reazione

Il noto sito di e-commerce, Zalando, attraverso la sua pagina Facebook ha spiegato perchè sono stati rimossi alcuni commenti. Precisando che a loro piace rappresentare e rispettare diversi tipi di bellezza, ed anche se rispettano opinioni diverse dalle loro, sottolineano che non intendono far diventare il loro sito un luogo dove offendere o inviare messaggi di odio.

La campagna pubblicitaria, però, non ha ricevuto solo commenti negativi; in tanti hanno apprezzato la scelta. Tante donne ringraziavano il marchio per aver pensato anche a loro, che non hanno un fisico asciutto, ma che si piacciono molto esattamente così come sono.

Ciò che è successo per questa campagna pubblicitaria dimostra come in Italia sia ancora molto forte il fenomeno del body shaming, le offese per l’aspetto fisico. Questo aspetto è stato evidenziato per esempio da un utente, secondo cui all’estero campagne come queste sono all’ordine del giorno, mentre in Italia il concept non è stata apprezzato in pieno da tutti.

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Cosa ne pensa l’autore
Elisabetta Monda

Elisabetta Monda - Concordo in pieno con l'utente che ha commentato la campagna, dicendo che in Italia siamo ancora molto lontani dal poter apprezzare questo tipo di campagna. Basta farsi un giro sui social per capire che in molti ancora conoscono un solo tipo di bellezza, quello magro, senza tatuaggi e senza alcun pearcing

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