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Primark elimina le sostanze chimiche pericolose dalla propria filiera

Molte catene di abbigliamento e di calzature aderiscono al progetto di Greenpeace per l'eliminazione delle sostanze chimiche dalla loro filiera per ridurre i rischi all'ambiente e alla salute di consumatori e lavoratori

Moda
Pubblicato il 9 marzo 2014, alle ore 02:21

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Primark elimina le sostanze chimiche pericolose dalla propria filiera

L’azienda Primark ha aderito al progetto lanciato dall’associazione ambientalista Greenpeace International, relativo all’eliminazione delle sostanze chimiche nocive nelle fasi di produzione del settore dell’abbigliamento; Greenpeace ha infatti diffuso un interessante quanto preoccupante rapporto che rivela la presenza di sostanze chimiche pericolose nei vestiti e nelle calzature (anche per bambini) di alcuni dei più famosi marchi dell’Alta Moda, tra cui Versace, Louis Vuitton, Puma, Nike, American Apparel, GAP, Dolce&Gabbana.

Ad esempio, le concentrazioni di PFOA (acido perfluorottanico) in un costume Adidas erano molto più elevate del limite previsto da Adidas stessa nella sua lista di sostanze proibite, mentre una maglietta per bambini di Primark conteneva l’11% di ftalati. Alti livelli di nonilfenoli etossilati sono stati trovati invece in prodotti di marca Disney, American Apparel e Burberry.

Gli attivisti, per protesta, proprio nella settimana dell’Alta Moda milanese, hanno attaccato la casa di moda D&G con uno striscione in cui erano riportate le seguenti parole: “Bugie tossiche gentilmente offerte da Dolce&Gabbana”. Si è trattata di una grossa provocazione che, insieme a numerosissime manifestazioni, ha suscitato non poche polemiche.

Ecco dunque svelato da Greenpeace il lato oscuro di questi abiti da sogno; da qui, il progetto di eliminare dalla filiera delle catene di abbigliamento e calzature le sostanze chimiche pericolose. Queste sostanze, infatti, una volta rilasciate nell’ambiente, possono avere effetti dannosi sul sistema riproduttivo, ormonale o immunitario. A questo progetto hanno già aderito una ventina di aziende nel campo della moda, tra cui Valentino, Burberry e Primark, ultima per ora ad aver aderito, il 12 febbraio. Queste e altre aziende hanno sottoscritto l’impegno Detox di Greenpeace, con l’obiettivo di assicurare la trasparenza della filiera e di portare a zero gli scarichi di sostanze chimiche pericolose entro il 2020.

La catena di abbigliamento inglese Primark ha affermato di aver aderito al progetto anche per dare alle popolazioni locali orientali, che vivono nei pressi delle fabbriche, l’opportunità di sapere cosa viene rilasciato nell’ambiente e diminuire al minimo l’inquinamento delle acque, con un conseguente miglioramento delle condizioni igieniche e di salute. Inoltre, Primark ha colto l’occasione per ricordare che si impegnerà anche in un miglioramento delle condizioni lavorative per gli abitanti della Cina e dei paesi orientali che lavorano per l’azienda.

Ora l’obiettivo di Greenpeace è quello di attrarre verso questo progetto anche altri grandi nomi nel campo della moda che ancora non hanno aderito, tra cui Disney e Adidas.

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