Molte volte ci troviamo davanti allo specchio cercando di rispondere alla domanda “cosa indossare?”. Da oggi non ci sarà più bisogno di perdere ore ed ore davanti all’armadio, indecisi fino al’ultimo su quali vestiti indossare. Grazie infatti alla tecnologia che “sposa” la moda, da oggi possiamo definitivamente dire addio agli abbinamenti sbagliati di vestiti e agli outfit troppo azzardati. Infatti, in un futuro neanche troppo lontano potrebbe essere sviluppato un software o un applicazione per smartphone e tablet in grado di dare consigli di moda e di valutare il trend appeal basandosi solo sulle proprie foto caricate su social come Instagram. Tutto ciò che serve dunque è uno smartphone o un tablet o un PC, oggi alla portata quasi di tutti.
Questa nuova potenziale tecnologia deriva da una serie di studi ed esperimenti condotti con estrema precisione da un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto, in Canada, e presentati su Computer Vision. Il loro duro lavoro ha prodotto come risultato un algoritmo che, analizzando soltanto la foto di una persona, riesce a dirle come cambiare per vestire più alla moda o, per meglio dire, apparire più alla modo in foto. Per i meno esperti, un algoritmo è costituito da un insieme di istruzioni, da un numero finito di passaggi, che devono essere applicati per arrivare ad un’elaborazione o risolvere un problema. Gli studiosi hanno analizzato più di 140mila foto postate sul sito-community chictopia.com, in cui gli utenti, perlopiù ragazze, amano condividere le foto dei loro abbinamenti di abiti e accessori, sottoponendole a commenti, giudizi e voti. A partire da questi dati (foto, giudizi, voti…), il team ha costruito l’algoritmo in questione che, facendo uno screen dell’outfit, genera, in modo del tutto automatico, una serie di consigli per migliorare il look.
Dopo l’algoritmo che migliora la fotografia nei film, l’algoritmo che riconosce una persona anche se il volto è nascosto, ora arriva dunque anche l’algoritmo che ci dice come essere alla moda a testimonianza del fatto che gli algoritmi facilitano enormemente le nostre capacità di scelta, dandoci la possibilità di fare scelte “più giuste” e facendoci, a volte, risparmiare anche in termini di costi.