La modella Nykhor Paul contro i make-up artist

Nykhor Paul, modella africana di fama internazionale, denuncia con un post l'incapacità dei truccatori di curare la pelle delle modelle di colore, vedendo in questa mancanza una sorta di discriminazione.

La modella Nykhor Paul contro i make-up artist

Nonostante nel mese di febbraio Jourdan Dunn sia stata la prima modella di colore a comparire sulla copertina di Vogue U.K. dopo 12 anni e nel mese di marzo Rihanna sia stata la prima modella nera testimonial della maison Christian Dior, possiamo dire che nel 2015 il razzismo nel mondo della moda sia stato davvero superato? La vicenda che segue sembrerebbe dirci di no.

La bella e famosa modella sudanese Nykhor Paul, scappata dalla guerra civile in cui il fratello stesso è stato decapitato e giunta come profuga insieme allo zio in America, ha deciso di denunciare ciò che accade dietro le quinte delle passerelle di moda: l’incapacità dei curatori di bellezza, dei make-up artist di intervenire sulle pelli di colore scuro, nonostante la loro bravura sulle pelli chiare. Ogni volta che la vediamo infatti salire sulla passerella, in tutta la sua bellezza ed eleganza, lo fa dopo essersi truccata da sola con i propri cosmetici.

La top model 24enne ha deciso di reagire a questa forma di discriminazione sfogandosi apertamente sul social Instagram, scrivendo sul suo profilo: Sono stanca di lamentarmi e super-stanca di chiedere scusa per il colore della mia pelle! Perché non possiamo essere parte della moda in modo totale e paritario? Questo succede in tutte le settimane della moda: New York, Londra, Milano, Parigi. La moda è arte e l’arte non è mai razzista. Nykhor continua la sua protesta aggiungendo che i prodotti adatti esistono: molte maison di cosmetici, tra cui Mac, Lancome, Clinique, Bobbi Brown e Makeup Forever realizzano da tempo prodotti adatti alle pelli scure, semplicemente sono i make-up artist che sono “pigri” e dunque non se li procurano.

Molti condividono il pensiero della top model e dicono “Io mi arrabbierei se dovessi portarmi il computer da casa per lavorare a causa del mio aspetto fisico”, ma altri invece la criticano e le rispondono così: “Anche io devo portarmi il pranzo da casa, o un cambio di scarpe. Non fai un lavoro così faticoso e non mi sembra un gran problema portarsi dietro un tubetto di fondotinta”.

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