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Una donna di 62 anni fa la modella

La scelta di una donna di 62 anni come protagonista di una campagna pubblicitaria per intimo femminile ha suscitato scalpore. Strategia?

Moda
Pubblicato il 17 febbraio 2014, alle ore 11:03

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Una donna di 62 anni fa la modella

Una donna di 62 anni fa la modella! L’ultima trovata di marketing o c’è dietro qualcos’altro?

Sta spopolando sul web la notizia del successo – ritenuto sorprendente – di una particolare campagna pubblicitaria di una collezione di intimo femminile. La particolarità consiste nel fatto che la protagonista della pubblicità sia una donna di 62 anni.

È apparso significativo che l’ossessione per la giovinezza, che sembra caratterizzare i nostri tempi, abbia voluto cedere il passo per una volta alla realtà, fatta – ebbene sì – anche di donne che invecchiano. Questa iniziativa sembra andare di pari passo con certe altre campagne pubblicitarie, anch’esse dedicate all’abbigliamento intimo femminile, che strizzano l’occhio alle rotondità femminili e si avvalgono di donne formose per mettere in mostra l’articolo in vendita.

Per esigenze di marketing, il corpo delle donne è un buon articolo da sfruttare: che sia magro fino a sollevare dubbi di buona salute, grassottello e pieno di curve che – si badi – sono sempre gradevoli se proporzionate.

La donna di 62 anni, nonostante le rughe ben visibili, ha saputo mantenersi decisamente in forma e ammicca divertita, mostrandoci un bello stacco di gamba! La campagna pubblicitaria sembra spingersi verso un’altra frontiera, tenendo nella dovuta considerazione le previsioni sull’invecchiamento graduale della popolazione, con particolare riferimento al numero degli anziani (in Italia gli ultra 65enni rappresentano già il 20% del totale della popolazione, ma l’invecchiamento della popolazione procede a ritmi elevati in tutto il mondo).

Non poteva tardare molto che i pubblicitari si concentrassero sul fatto che gli anziani hanno un loro potere di spesa che molti giovani – in particolare in questo preciso momento storico – non hanno e inoltre – non certo per pura coincidenza – le principali destinatarie della campagna pubblicitarie sono le donne, che – si sa – sono più longeve degli uomini!

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