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Arrivano i tessuti che si auto riparano con l’acqua

Da due anni all'università tedesca di Frisburgo cercano di dire addio ad ago e filo e creare un tessuto che si auto ripari da solo. A quanto pare ci sono dei progressi e sembra che immergendo questo tessuto in acqua si auto ripari

Moda
Pubblicato il 12 maggio 2017, alle ore 19:02

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Arrivano i tessuti che si auto riparano con l’acqua
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Un progetto straordinario è condotto da due anni dal professor Jürgen Rühe all’Università di Frisburgo: creare un tessuto innovativo che, se strappato, si ricuce da solo senza bisogno di ago e filo.

La ricerca è partita dall’osservazione della capacità dei rettili di fare la muta; la loro pelle, infatti, una volta al mese si rigenera autonomamente dopo aver perso quella vecchia. Quindi i ricercatori hanno cercato di riprodurre in laboratorio questa “magia” della natura, unendo tra di loro non sostanze chimiche ma naturali.

Con tre sottilissimi strati di materiali diversi, ovvero uno di silicio, uno composto da una pellicola resistente all’acqua e uno da un polimero che si scioglie nei liquidi, hanno creato un particolare tessuto che, se danneggiato, a contatto con l’acqua torna come nuovo, riacquisendo la stessa flessibilità di partenza.

Infatti, in acqua il polimero si scioglie rivelando la pellicola resistente all’acqua. Ma questo mix di materiali, a quanto pare, non è l’unico a reagire così con l’acqua. I ricercatori hanno provato a combinare tra loro anche enzimi di vario genere ottenendo lo stesso risultato una volta immerso il tessuto ottenuto in acqua.

A quanto pare, non ci sono effetti collaterali sulla pelle e comunque si possono aggiungere enzimi che ci proteggono dalla reazione tra gli elementi del tessuto mentre si autoripara. Altra proprità interessante è il fatto che queste fibre di tessuto possono essere inserite nei vestiti che usiamo normalmente in quanto sono sottilissimi, infatti sono spessi solo un micrometro, ovvero un milionesimo di metro.

Già nel 2016, i ricercatori dell’Università della Pennsylvania (USA) avevano ottenuto un risultato simile estraendo un liquido presente nei tentacoli dei calamari che, a contatto con il tessuto e l’acqua, permetteva allo strappo di autoripararsi.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - Sembra una vera e propria innovazione, magari da applicare a quei capi di vestiario che adoriamo e che speriamo non dovremmo buttare mai via perché ci siamo troppo affezionati. Ma magari, queste miscele, sono applicabili anche in altri campi e non solo per questioni di moda o, almeno, lo spero, anche se credo che gli stilisti non sarebbero contenti se la gente non comprasse più tanti abiti.

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Commenti
Paola Assandri
Paola Assandri

12 maggio 2017 - 23:52:47

Fortissimo!

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